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Gratteri: “in 10 anni è possibile abbattere l’80% delle mafie” 

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Le parole di Nicola Gratteri parlando, fra l’altro, della maxi operazione contro la ndrangheta in Emilia Romagna ha portato in manette anche Giuseppe Caruso, presidente del consiglio comunale di Piacenza

Nel rispetto della Costituzione, con un sistema giudiziario diverso da quello attuale è possibile in dieci anni abbattere l’80% delle mafie, ma sarei prudente a parlare di sconfitta delle mafie“. Lo ha detto a Circo Massimo, su Radio Capital, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri parlando, fra l’altro, della maxi operazione contro la ndrangheta in Emilia Romagna ha portato in manette anche Giuseppe Caruso, presidente del consiglio comunale di Piacenza. E di quella che stamattina ha portato al sequestro di beni per due milioni e mezzo di euro. “Sta succedendo quello che già accade dal 1975, da quando si è potuta certificare la presenza della ndrangheta in modo sistematico in Piemonte e Lombardia e poi, dopo un ventennio, anche in Emilia Romagna”, ha detto. “La ‘ndrangheta è presente con strutture radicate, con locali di ‘ndrangheta, con un territorio su cui esercita il potere esattamente come in Calabria. Nella nostra testa ragioniamo per Calabria, Lombardia, Piemonte, ma la ‘ndrangheta non ragiona così“. Secondo Gratteri, “i nostri confini sono un nostro problema mentale, normativo e politico. Per le mafie l’Europa è una grande prateria dove chiunque può andare a pascolare. Io faccio indagini in Germania, Belgio e Olanda, e devo rapportarmi con tre sistemi giudiziari per inseguire i narcotrafficanti, mentre loro si muovono nella stessa giornata fra Germania, Belgio e Olanda come lei si muove a Roma. Io sono per un’Europa federale, politica, giudiziaria, economica, ma purtroppo in Europa si discute solo di economia e di mercato. E di questa non cura dell’Europa se ne sono approfittate le mafie“. E si aggiunge un altro problema, ha spiegato, “le mafie sudamericane preferiscono essere pagate in Europa e non in Sudamerica perché per loro è più conveniente investire in Europa. Quindi in Europa riciclano anche le mafie sudamericane. Quando pensiamo alla ‘ndrangheta nel nord Italia, sbagliamo: la ‘ndrangheta è radicata in Germania, Belgio, Portogallo, Olanda, Spagna. E ora da dieci anni sta conquistando l’est europeo nel silenzio assordante di tutti“. A proposito del riciclaggio di denaro, Gratteri ha chiarito: “Molte volte ho sentito battute del tipo ‘lo ‘ndranghetista schiaccia un bottone sul computer e sposta i soldi dall’altra parte del mondo’, ma non è vero: il 99,9% degli ndranghetisti non è in grado di fare speculazioni finanziarie. Hanno i soldi come le balle del fieno, contano i soldi con le macchinette delle banche. Si avvalgono di esperti di finanza, di economisti, al minimo di commercialisti”. Che puntano oltre l’Italia: “Le grosse banche italiane non fanno riciclaggio. Il sistema bancario italiano è molto serio rispetto ad altri sistemi bancari del centro Europa. Mi riferisco ad esempio all’Austria, paese mai citato ma molto frequentato dalla ‘ndrangheta, o la city di Londra, uno dei posti in cui è più facile riciclare“. La lotta alla ‘ndrangheta e alle mafie, a questo punto, avrebbe bisogno di un forte input politico: “Sono in magistratura dal 1986 e sto ancora aspettando un governo che ritenga di fare una guerra totale alle mafie. La storia mi ha insegnato finora che chiunque è stato al potere non ha voluto un sistema giudiziario forte. Un sistema giudiziario forte vuol dire controllare il manovratore. E il manovratore non vuole essere controllato“, dice Gratteri, che sottolinea l’eccellenza delle forze dell’ordine del nostro paese: “La polizia giudiziaria italiana è la migliore al mondo, o almeno fra le prime 2-3. E quando ci troviamo ai tavoli internazionali l’Italia è quasi sempre leader, e trascina le altre polizie e magistrature nel contrasto alle mafie internazionali“. Il ministro dell’interno Salvini dice che la sconfitta della mafia è questione di mesi: “No, assolutamente“, ribatte Gratteri, “io parlo di arginare il fenomeno mafioso. Nel rispetto della Costituzione, con un sistema giudiziario diverso da quello attuale è possibile in dieci anni abbattere l’80% delle mafie, ma sarei prudente a parlare di sconfitta delle mafie. Sa perché? Perché in ognuno di noi c’è l’1% di mafiosità, nei nostri comportamenti quotidiani, nelle nostre reazioni. Pensateci“.