Gioia Tauro accoglie Aleksandr Dugin: dopo le polemiche il filosofo spiega la “Quarta teoria politica”

Gioia Tauro accoglie Aleksandr Dugin: il russo spiega “la quarta teoria”, tra teorie gramsciane il filosofo si rivela antiliberista, nel concetto contemporaneo del termine, anti comunista e anti fascista, dichiarandosi dalla parte del popolo

Dugin, il filosofo Russo, arriva a Gioia Tauro con la quarta teoria. Evento osteggiato non capito troppo valutato o sottovalutato? Fatto sta che a Messina è saltato, Reggio Calabria lo ha inizialmente accolto, per poi negarlo. Gioia Tauro lo accoglie in uno spazio privato. La Commanderie di N.Foti. Apre i lavori F.Toscano spiegando perché sia saltato l’incontro, che chiuderà anche la sessione parlando del suo movimento, per passare la parola al filosofo che spiega il contenuto della sua teoria. Tra teorie gramsciane si rivela antiliberista, nel concetto contemporaneo del termine, anti comunista e anti fascista, dichiarandosi dalla parte del popolo. Ma la matrice dal sapore di sinistra appare, così come quella ortodossa. Velata da un marciante populismo. Che cancella i concetti di classe preferendo quelli di individuo, negando i concetti di razza e avvallando quelli di memoria collettiva. Alcune teorie sono condivisibili altre meno. Forse perchè legate a un populismo che mina eccessivamente il concetto di libertà, che l’epoca moderna ha cercato di stabilizzare, all’indomani di una guerra rovinosa in Europa. Pur con i difetti che comporta. Disatteso il momento delle domande da parte del pubblico, rimando a un successivo incontro la curiosità per approfondire la tematica del rapporto fra l’arte e il potere. La questione sull’interferenza degli hacker russi sulla politica americana e in ultima cosa pensi della politica dell’attuale Papa. Comunque un evento a cui esserci. Siamo stati presenti come Rinascimento Gioiese è nonostante la buona volontà del padrone di casa sempre eccellente e degli amici stretti convenuti e di qualche invitato siciliano, l’evento non è stato particolarmente sentito. È a prescindere dalla condivisione o meno delle sue teorie questo ci dispiace. I convenuti sono stati certo ben predisposti, anche se pochi impressionantemente variegati tra moderati, attivisti dell’estrema destra, compagni di sinistra e liberipensatori. Con un’accurato controllo di polizia e carabinieri. Questi continui cambiamenti dipendono dal fatto che qualcuno teme che le sue idee prendano piede? O è una trovata pubblicitaria? Restiamo col dubbio comunque con una curiosità appagata dall’interessante momento.

Al. Tallarita


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