Caso di favismo a Messina: divieto di vendita e coltivazione a Camaro Superiore

Caso di favismo a Messina: divieto di coltivazione e vendita di fave e piselli a Camaro Superiore

Con ordinanza sindacale sono stati disposti, a tutela della salute di un minore affetto da favismo, i divieti di coltivazione di leguminose fresche (fave e piselli), per un raggio di 300 metri, e di vendita degli stessi prodotti alimentari anche in forma ambulante per un raggio di 150 metri in linea d’aria, in via Fiumara 21, residenza del minore, e in contrada Spadafora 7 (abitazione dei nonni del minore), a Camaro Superiore. La disposizione sindacale stabilisce inoltre, a spese dei proprietari, l’estirpazione e la distruzione delle piantagioni di leguminose eventualmente già presenti nelle suddette aree. La vendita di leguminose fresche, preconfezionate in sacchetti sigillati, nell’area di 150 metri dalla residenza può essere effettuata solo a condizione che nell’esercizio commerciale, anche ambulante, sia esposto, bene in vista, un cartello che segnali al cittadino a rischio di crisi emolitica da favismo la presenza di leguminose fresche. Il Corpo della Polizia municipale dovrà procedere al controllo e vigilanza nei confronti di coloro che non ottemperino alle misure disposte, con denuncia all’Autorità giudiziaria in conformità all’art. 650 del Codice Penale, e provvedere allo smantellamento coattivo di eventuali coltivazioni, a spese delle parti interessate ai terreni, con il supporto operativo del dipartimento Autoparco.

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