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Decreto Sanità, Mangialavori: “i calabresi si aspettavano altro”

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Mangialavori: “in alcune zone della Calabria un paziente deve aspettare tre mesi per sapere se ha o no un tumore, ma il governo si è solo preoccupato di portare avanti una occupazione scientifica del potere”

“In alcune zone della Calabria un paziente deve aspettare tre mesi per sapere se ha o no un tumore, ma il governo si è solo preoccupato di portare avanti una occupazione scientifica del potere”. È quanto ha dichiarato il senatore Giuseppe Mangialavori nel corso della discussione a Palazzo Madama sul Decreto Calabria. Il parlamentare di Forza Italia, dopo aver sottolineato l’assenza in aula del ministro della Salute Giulia Grillo, è entrato nel merito di un provvedimento con cui il governo ha portato avanti «un’occupazione scientifica del potere. Nulla è cambiato nella sanità regionale, se non il datore di lavoro, che passa dalla Regione al governo”. “Da parte del cosiddetto “governo del cambiamento” – ha aggiunto Mangialavori – mi aspettavo un’azione incisiva volta a risolvere tutte le criticità del settore sanitario calabrese. Invece, è bastato poco per rendersi conto che il decreto non prevede niente di tutto questo. Il ministro Grillo, nel corso del suo discorso alla Camera, ha fatto una sceneggiata e se l’è presa con tutti i partiti che avevano distrutto la sanità. Purtroppo, tutto quello che secondo lei non andava bene è stato replicato con questo provvedimento. Non fosse stato per i colleghi parlamentari di Forza Italia e delle altre forze di opposizione, il governo avrebbe perfino impedito alla Calabria di assumere nuovo personale nella sanità”. Mangialavori ha anche fatto un appello ai parlamentari della Lega: «Non devono consentire questo scempio o saranno complici del disastro portato avanti dai 5 stelle. Il ministro Grillo ha detto di amare i calabresi: se è questo l’amore di cui è capace, la invitiamo a rivolgerlo altrove, noi non ne abbiamo bisogno».
“I calabresi – ha detto ancora il senatore azzurro – non devono ringraziare il ministro, bensì le centinaia e centinaia di medici, infermieri e operatori sanitari che ogni giorno si sacrificano per garantire i servizi. Sono i medici i veri eroi della Calabria e dovrebbero essere insigniti della medaglia al valor civile”. “C’è una zona, in Calabria – ha concluso il parlamentare –, in cui i referti istologici vengono consegnati dopo tre mesi. È questo il tempo che un paziente deve aspettare per sapere se ha un tumore. In altre aree, per i trattamenti di radioterapia bisogna aspettare sei mesi. Di questi e di altri problemi si sarebbe dovuto occupare il decreto, non delle nomine dei direttori generali. I calabresi si aspettavano ben altro”.