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Calabria, SVIMEZ: “i giovani se ne vanno, occorre creare una rete di talenti”

Nasce la proposta di costruire una “rete dei talenti della Calabria per la Calabria: le “rimesse di know how”

I giovani del Sud e della Calabria se ne vanno, studiano sempre meno e lo fanno altrove. E’ quanto emerge da una ricerca SVIMEZ. Molte le ragioni, ma quella essenziale e’ la carenza strutturale di occasioni di lavoro qualificato. Le conseguenze? Un “circolo vizioso” di ulteriore indebolimento del sistema formativo e universitario meridionale, che invece di produrre trasformazioni virtuose finisce per “adagiarsi” su sistema produttivo e un contesto sociale indebolito e con scarsa capacita’ di innovazione. Il fenomeno priva la regione delle forze piu’ giovani e qualificate, sulle quali fondare un solido processo di sviluppo economico, sociale e demografico. Che fare? Agire su piu’ fronti per spezzare il “circolo vizioso” (non solo offerta, ma anche domanda) e riavviare il processo di sviluppo: istruzione e produzione, trasferimento tecnologico e incremento della cultura dell’innovazione In questo quadro nasce la proposta di costruire una “rete dei talenti della Calabria per la Calabria: le “rimesse di know how”.  Occorre creare una “rete di talenti”, su base volontaria, per favorire il trasferimento di conoscenze e buone pratiche, sfruttando i vantaggi delle reti telematiche e digitali. Occorre favorire le “rimesse di know how” per attivare flussi di capitale umano “alla rovescia” verso il Mezzogiorno.

Alla luce dei risultati della ricerca, la SVIMEZ propone la costruzione di una “rete dei talenti del Sud e per il Sud” con la finalita’ di favorire la diffusione di una cultura delle politiche di innovazione e della nuova imprenditorialita’ tecnologica e di sostenere giovani che vogliono restare o ritornare al Sud per dar vita ad una startup. Si tratta di una banca dati dei giovani “talenti” emigrati dal Mezzogiorno nel resto d’Italia o all’estero, nel corso degli ultimi decenni, che operano nel campo dell’innovazione tecnologica, ambientale, sociale e istituzionale. Un “network delle competenze” dovra’ costituire, anche, lo strumento per permettere a coloro che vivono e lavorano fuori regione di “restituire” al proprio territorio, attraverso lo scambio di esperienze con chi invece e’ rimasto in Calabria, l’investimento che la regione stessa ha fatto per formare forza lavoro piu’ qualificata. La SVIMEZ ha condotto un’indagine in Calabria raccogliendo le testimonianze di un campione significativo di giovani laureandi e dottorandi della Regione sulla figura imprenditoriale, intervistandone 383, di cui ben 223 sono donne, contro 160 uomini. Dei 383, 166 sono dell’Universita’ Magna Græcia di Catanzaro, 100 dell’Universita’ della Calabria, e 117 dell’Universita’ degli Studi Mediterranei di Reggio Calabria.

La maggioranza degli studenti e dottorandi intervistati (39%) ha risposto che preferirebbe intraprendere un lavoro autonomo, che consenta loro di realizzare le proprie idee innovative, contro il 31% che aspira ad avere un lavoro da dipendente. Di questi il 25% aspira a fare l’imprenditore, valutando la possibilita’ di creare una propria impresa. La Calabria e’ la regione in cui le imprese giovanili rappresentano la quota piu’ elevata sul totale (12,8%), seguita dalla Campania (12,6%) e dalla Sicilia (11,8%). Il 63% delle imprese giovanili opera nei servizi, il 16% in agricoltura, l’8,6% nelle costruzioni, il 4,5% nell’industria manifatturiera (7,8% residuo non e’ classificabile). In Calabria, secondo Unioncamere – Infocamere, le imprese under 35 sono 23.834. L’Universita’ della Calabria e’ al secondo posto nel Mezzogiorno per numero di spin off, 34, dopo l’Universita’ del Salento che ne conta 37. Le startup a prevalente partecipazione giovanile in Calabria operano soprattutto nel settore della produzione software (13), nell’attivita’ di informazione ed altri servizi (6), nella ricerca e sviluppo (5), nel commercio all’ingrosso e al dettaglio (4). E sono localizzate prevalentemente nella provincia di Cosenza, 19, di cui 5 a Rende e 3 a Cosenza.

Le imprese localizzate nella provincia di Catanzaro sono 9, di cui 7 a Lamezia Terme, mentre nella provincia di Reggio Calabria sono 8, di cui la meta’ a Reggio Calabria. Infine, 2 sono a Crotone e 1 a Vibo. In Calabria non esiste alcun incubatore certificato, ma c’e’ un incubatore non certificato per startup innovative dell’Universita’ della Calabria, nato nel 2010. Attualmente ospita 10 startup, alcune delle quali hanno ottenuto finanziamenti privati di venture capital. Dai rapporti dal 2009 al 2017 emerge che alcune startup calabresi hanno ottenuto finanziamenti da parte di societa’ venture capital o da parte di singoli investitori, dal 2009 al 2014.