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Serena Dandini: “la condizione delle donne in Italia? C’è ancora tanto da fare”

Serena Dandini ai Lunatici di Rai Radio2: “la condizione delle donne in Italia? C’è ancora tanto da fare. Le molestie? Fatto culturale. Fino all’altro ieri in Italia c’era il delitto d’onore e lo stupro veniva considerato un crimine contro la morale e non contro la persona”

Serena Dandini è intervenuta ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte dall’1.30 alle 6.00 del mattino.

La conduttrice ha parlato un po’ di sé: “Ho cominciato in radio, andando a prendere i dischi nei sotterranei della Rai. Non c’erano ancora i computer, per cui dovevi andare fisicamente a prendere la musica. Avevo molta passione per la musica, ancora di più per la letteratura anglo-americana. Volevo fare l’assistente universitaria, questo era il mio sogno. Stavo già percorrendo questo percorso, quando poi la mia professoressa all’Università, che ha colpa o merito di tutto, diede il mio nome alla Rai quando l’azienda chiese ai professori di segnalare alcuni giovani talentuosi. Fui chiamata, feci un colloquio, parlai delle mie passioni musicali e iniziai così a prendere questi dischi nei sotterranei. Poi a proporre i cantautori, poi a suggerire delle cose da dire, fino all’esordio in voce. Ho iniziato così, piano. Molto piano”.

Su due trasmissioni storiche, come Pippo Kennedy Show e Ottavo Su due trasmissioni storiche, come Pippo Kennedy Show e Ottavo Nano: “Ci sono un sacco di orfani di queste trasmissioni. Ogni tanto con Corrado Guzzanti ci pensiamo… .Intanto a novembre abbiamo fatto il trentennale della Tv delle Ragazze su Rai Tre. A me piace sempre fare cose nuove, il bello è cambiare, amo non andare sul seminato, altrimenti morirei di noia. Anche per questo nella mia carriera ho detto un sacco di no. Dire no è molto più difficile che dire di sì. I no sono complicati, io ci ho messo parecchio ad imparare, ma poi sono diventata un’esperta. Potrei farei dei master sui no, bisogna saperli dire. Il segreto di quei programmi comunque è che era tutto pensato, scritto, studiato, provato. Era, quella, una televisione molto pensata, molto provata. Ora le prove sembrano un optional, ma quando c’è un grosso lavoro artigianale dietro sono importanti”.

Sulla satira oggi in Italia: “Ci sono degli ottimi esempi, Crozza ancora vive e combatte insieme a noi. Per fortuna, poi, sul web ci sono un sacco di spunti. C’è molta più libertà in internet, con il bene e il male che ciò comporta. Non avere un capostruttura che dice questo sì o questo no aiuta la libertà creativa. La rete è molto più libera e ricca di creatività”.

Sulla condizione della donna in Italia: “C’è ancora tanto da fare, basta guardare le statistiche di certi lavori dirigenziali, ricoperti per la maggior parte dagli uomini. E anche sul gap salariale, c’è ancora molto da fare. Ora sto preparando per Sky Arte una serie di puntate su alcune donne pioniere e valorose del passato. Quando vedi la fatica che hanno dovuto fare, capisci che molta strada è stata fatta. Delle volte, però, c’è la sensazione che si tenda a tornare indietro. Che certi diritti si diano per acquisiti. Non è così. Bisogna stare sempre attente, non ci si deve lasciare andare. Mi sono stufata che le donne per essere accettate debbano essere buone, simpatiche, meravigliose, laureate con 110 e lode, avere tutte le virtù. La vera parità ci sarà nel giorno in cui in Parlamento ci saranno tante cretine quanto i cretini che già ci stanno. Le molestie nei confronti del donne? E’ un fatto culturale, siamo un Paese in cui fino a ieri c’era il delitto d’onore, o lo stupro veniva considerato una violenza contro la morale e non contro la persona. Le leggi sono state fatte, ma ci vuole anche un tempo in cui vengano assunte. Bisogna andare nelle scuole a fare educazione civica, educazione sentimentale, educazione al rispetto degli altri. Il lavoro è lungo, ma siamo ottimisti”.