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Messina, Reset: “Lab Italy e Inbar, plagio o strane coincidenze?”

Tinaglia: “In nessuno dei documenti di Inbar viene  citato il progetto di Reset. Invieremo una dettagliata documentazione sia all’Ordine degli Architetti e PPC di Messina sia all’INBAR”

Il 3 luglio 2018 con un comunicato stampa reset ringraziava i propri sostenitori ed annunciava il ritorno alle origini: l’esperimento, avviato nel 2011, perdeva la connotazione politica per tornare ad essere esclusivamente un laboratorio di idee e proposte per le Città: ” Un laboratorio che, con gli stessi valori ed obiettivi, diverrà, fuori dall’agone politico, prototipo neutrale di un progetto nazionale, di cui diremo, appunto, nel prossimo mese di Settembre”.

Nel mese di Luglio 2018 Alessandro Tinaglia, come rappresentante del movimento, inviava, all’Arch. Anna Carulli Presidente Nazionale di INBAR, i contenuti del progetto nazionale Lab Italy.

“È apparso quantomeno strano che, come riportato sul sito di INBAR,il 29 gennaio 2019 l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura abbia presentato il Manifesto per la Pianificazione Territoriale Integrata. Di tale manifesto, i cui temi fanno esattamente riferimento proprio al metodo reset ed progetto Lab Italy, si parlerà anche a Messina nella convention dal 3 al 5 maggio 2019. Considerato, quindi, che in nessuno dei documenti di INBAR viene mai citato il progetto di reset- anticipa Tinaglia- nei prossimi giorni invieremo una dettagliata documentazione sia all’Ordine degli Architetti e PPC di Messina sia all’INBAR al fine di consentire agli stessi organi di valutare se si tratti di coincidenze o se sussistano gli estremi per gli interventi del caso ed eventualmente procedere nelle opportune sedi”.

Lab Italy: un modello di sviluppo nazionale

Nell’Ottobre 2011 a Messina nasceva, con una mission chiara, reset: organizzare attraverso la Società Civile un nuovo modo di intendere la Politica partendo da etica, competenza, trasparenza e meritocrazia. Reset diveniva, quindi, un laboratorio nel quale la Società civile, mettendo a disposizione esperienze concrete e competenze specifiche, individuava programmi, finanziamenti e strumenti attuativi per costruire un nuovo modello di comunità. Per tale ragione nel 2012 reset veniva selezionato per divenire laboratorio sperimentale nazionale nel progetto QVQC (Quali Velocità Quali Città) avviato da RFI (vedi allegato) in collaborazione con numerose università, centri di ricerca, ordini professionali ed associazioni di categoria. Il metodo reset veniva, infatti, scelto per studiare un nodo urbano significativo per ubicazione geografica e strategica oltre che per le peculiari caratteristiche socio economiche del territorio meridionale. Questo approccio nel 2013 fu utilizzato per la costruzione di un modello di sviluppo per la Città di Messina: il Me-Lab. Un modello (economico, sociale, culturale ed urbano) sostenibile che immaginava di tramutare la città, tramite i tre CNR Messinesi e l’Università, nel più grande laboratorio all’aperto dell’innovazione e della ricerca (ovviamente non solo tecnologica ma appunto economica, sociale, culturale ed urbana). Alla costruzione di tale modello contribuì in modo significativo l’INBAR (Istituto Nazionale di Bioarchitettura). Dal 2013 a giugno 2018 reset a Messina divenne soggetto politico candidandosi, per ben due volte, alla guida della Città. Nonostante il grande risalto e la sempre crescente attenzione da parte di stampa, addetti ai lavori e cittadinanza per i progetti e le iniziative promosse da reset il risultato elettorale, sia nel 2013 che nel 2018, fu deludente, in termini numerici. Per poter quindi concludere l’esperimento avviato nel 2012 con il progetto QVQC, nel giugno 2018, reset torna ad essere esclusivamente laboratorio propositivo abbandonando il ruolo politico attivo. A seguito, inoltre, del protocollo stipulato dai Presidenti Nazionali di INBAR e del Consiglio Nazionale Architetti il 9 giugno 2018 reset diviene il progetto nazionale più importante che InBar proporrà nei prossimi mesi proprio in base a tale protocollo anche in considerazione del tema proposto dal Congresso Nazionale degli Architetti appena concluso: Le Città del Futuro. In tale ottica il progetto Lab Italy mira a mettere in rete le esperienze di reset Messina e Venezia al fine di tramutarle in un modello nazionale. L’obiettivo è quello di riportare al centro del dibattito Nazionale, dentro e fuori la politica, le irrinunciabili questioni legate alla costruzione di un nuovo modo di essere comunità. Un progetto capace di individuare il limite, superandolo, tra innovazione tecnologica e progresso, tra social media e socialità, tra programmazione e sviluppo, tra architettura e nuovi stili di vita. Un progetto sostenibile e responsabile capace di guardare in modo multidisciplinare alla Città del Futuro non come logica ed inevitabile conseguenza della globalizzazione ma come elemento critico di sintesi tra globale e locale. Per farlo, oltre a mettere in rete le esperienze ed i metodi di Messina e Venezia, tramite InBar e Ordine degli Architetti, coinvolgeremo pezzi importanti di istituzioni e Aziende Nazionali anche con l’obiettivo di finanziare Lab Italy. Un progetto ambizioso che potrebbe divenire anche il tema della prossima Biennale di Architettura replicando tale esperimento anche altrove, anche fuori dall’Italia.”