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Reggio Calabria, l’appello dei Verdi: “bonificare l’area dell’ex Liquichimica, è una bomba ecologica”

Reggio Calabria, i Verdi: “una bomba ecologica da circa 45 anni la ex Liquichimica Biosintesi, un gruppo di insediamenti industriali abbandonato, che sorgono a ridosso della Strada Statale Jonica 106 a Saline Joniche”

“E’ una bomba ecologica da circa 45 anni la ex Liquichimica Biosintesi, un gruppo di insediamenti industriali abbandonato, che sorgono a ridosso della Strada Statale Jonica 106 a Saline Joniche, area costiera del comune di Montebello Jonico e della città metropolitana di Reggio Calabria e accanto c’e’ l’Oasi naturale del Pantano di Saline Joniche”. E’ quanto scrivono in una nota Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi e Vincenzo Giordano, consigliere nazionale dei Verdi, annunciando la presentazione di un esposto al ministero dell’Ambiente per chiede “di mettere in sicurezza l’area e avviare la bonifica come prevede il dlgs152/2006”. “L’impianto – proseguono – che doveva produrre bioproteine e proteine ottenute da colture di microrganismi su derivati da petrolio, da utilizzare come mangimi fu costruito sventrando settecentomila metri quadri di costa, saline e zone umide. E’ il simbolo della devastazione ambientale, della rapina di soldi pubblici, 1300 miliardi di vecchie lire finiti nelle mani di organizzazioni criminali e politica senza scrupoli che fu completato nel 1974 ma solo dopo 3 anni, nel 1977, l’impianto falli’ e i 750 operai vennero tutti licenziati perchè dopo due anni dall’inizio dell’attività il ministero della Sanità certificò che i mangimi erano cancerogeni. Quest’area non è mai stata bonificata e tutto il suo carico inquinante permane li da anni abbandonato con rischi d’inquinamento della vicina Oasi del Pantano. Enormi quantità di sostanze pericolose per la salute umana si trovano nell’area industriale abbandonata (tipo silice gruppo 2) amianto, le farine fossili possono contenere materiale a rischio cancerogeno se aerodisperse, nel passato sono stati rinvenuti sacchi con composto di randalite e Clarcel (cancerogeni per l’uomo)”. “L’ecobomba di Saline Joniche – concludono Bonelli e Giordano – deve essere disinnescata e il governo deve utilizzare i fondi europei per il recupero delle aree industriali dismesse. Gli interventi di riqualificazione delle aree industriali dismesse rientrano non solo tra gli interventi finanziabili attraverso il FESR ma anche tra gli obiettivi della strategia Europa 2020 e su questi interventi l’Europa ha previsto 336 miliardi di euro di finanziamento. Il problema e’ che abbiamo una classe politica che dopo aver sventrato l’ambiente e dilapidando 1300 miliardi di vecchie lire per realizzare questa bomba ecologica e’ incapace di pensare ad una minima programmazione per recuperare questo territorio”.