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Reggio Calabria: protesta di Federcaccia per il “riconoscimento di diritti negati”

Reggio Calabria, Iero: “incontri, riunioni, promesse non mantenute, illazioni e fermenti nel mondo venatorio ma nulla si muove. Un muro di gomma tra l’Istituzione Regionale e la Consulta Faunistica che ha fatto proposte senza ottenere risposte”

“Incontri, riunioni, promesse non mantenute, illazioni e fermenti nel mondo venatorio ma nulla si muove. Un muro di gomma tra l’Istituzione Regionale e la Consulta Faunistica che ha fatto proposte senza ottenere risposte. Da anni si chiedono, giustamente, delle cose legittime che vanno dall’approvazione del piano faunistico Regionale scaduto fin dal 2008 e si va sempre in proroga con il rischio di decreti di chiusura totale della caccia. Istituzione dell’Osservatorio faunistico Regionale, già Legge Regionale da un lustro, rimasta nel dimenticatoio. Modifica della Legge Regionale N° 9/96 che, negli ultimi anni, è stata oggetto di concertazione con tutti i portatori d’ interesse ma le proposte giacciono nel cassetto di qualche burocrate. Le Associazioni Agricole protestano per i danni che I cinghiali causano e continuano a causare agli Agricoltori e, chiedono il pagamento ma le risorse giacciono nel bilancio dell’Ente Regione e non arrivano agli ATC per potere risarcire gli aventi diritto individuati da tecnici agronomi con apposite perizie giurate che hanno quantificato i danni”, è quanto scrive in una nota Domenico Iero, Presidente della Federazione Italiana della Caccia- Città Metropolitana di Reggio Calabria. “Gli Ambiti Territoriali di caccia – prosegue la nota – segnano il passo sulla gestione per mancanza del ristorno delle somme dovute per Legge anzi, per mascherare tutte le inadempienze, da alcuni anni hanno Commissariato questi indispensabili Organi di gestione voluti dalla Legge Quadro sulla caccia 157/92. Non parliamo della Commissione esami di abilitazione venatoria, da un anno è ferma ed oltre 200 giovani aspettano per potere sostenere gli esami propedeutici al rilascio della licenza di caccia. Tutto ciò produce seri danni economici alle ditte armiere ed anche alle Associazioni che non riescono a dare risposte agli Associati sui tempi di attivazione di questo indispensabile organo. Un’interruzione di pubblico servizio con probabili risvolti di natura civile e penale. Intanto i Cacciatori ci chiedono dove andrà a finire la loro passione e non riusciamo a dare quelle risposte serie e concrete come ha sempre fatto la Federazione della caccia che mi onoro di rappresentare, da 20 anni, a livello provinciale oggi metropolitano. Inoltre, mi viene chiesto spesso da numerosissimi Associati dove sono andate a finire le risorse versate dai Cacciatori con la salatissima tassa Regionale, la più alta d’Italia, e delle quali si sono perse le tracce. Mi auguro che venga fatta chiarezza nei bilanci Regionali per assegnare quelle somme necessarie per migliorare l’ambiente indispensabile per la sopravvivenza della fauna selvatica. Saremo in prima linea, con tutti i Cacciatori, ad effettuare tutte le indispensabili azioni di lotta per il riconoscimento di quei diritti fino ad oggi calpestati”, conclude la nota.