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Il ritorno del “modello Reggio”: così Castorina imbarazza il Pd e sberleffa i reggini

Il capogruppo del Partito Democratico nel consiglio comunale di Reggio Calabria ha rilasciato dichiarazioni ai limiti dell’inverosimile su un fantomatico “modello Reggio” per il risultato delle elezioni europee: imbarazzo nel Pd, rabbia in città

Lo sapevate che il “modello Reggio” è tornato? E sarebbe un marchio di fabbrica del Pd di Reggio Calabria, frutto del lavoro del Sindaco Falcomatà! A dichiararlo, in modo estremamente sintetizzato, è stato oggi il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Antonino Castorina, che commentando il risultato delle elezioni europee ha voluto “mettere in evidenza come a Reggio esista un modello dal quale il PD Calabria può ripartire in un nuovo slancio in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Un modello che ha ottenuto il miglior risultato in tutto il sud Italia, fatto di militanti e amministratori che giornalmente si confrontano per fornire risultati e risposte alla città, ai cittadini, un modello dove l’esperienza del mondo cattolico e moderato e quello della sinistra hanno fatto fronte comune, un sistema dove il rinnovamento generazionale ha creato un intesa virtuosa con l’esperienza di una classe dirigente che può dare ancora tanto al nostro territorio. Un lavoro meticoloso che mette in evidenza come nella città di Reggio Calabria il Partito Democratico regionale può e deve trovare una iniezione di fiducia che abbiamo saputo costruire giorno dopo giorno in questi anni di impegno politico“.

Castorina esulta per quello che in realtà non è certo un risultato di cui il Pd si può vantare: a Reggio Calabria ha ottenuto il 24,3% con appena 13.828 voti totali. Un numero disastroso se paragonato alle precedenti elezioni europee quando il Pd nel territorio del comune reggino aveva raggiunto il 35,8% con 21.072 voti, o soprattutto alle elezioni comunali che ad Ottobre 2014 avevano portato alla elezione di Falcomatà con il 61% ottenuto grazie a 58.171 voti.

Non è neanche vero che quello di Reggio è il miglior risultato del Pd di tutto il Sud Italia: il Partito Democratico, infatti, ha raccolto percentuali maggiori a Ischia (36,5%), Torre Annunziata (29%), Tricase (26,7%), Ragusa (25,5%), Avellino (25,2%) ed Ercolano (24,7%), e molte altre analoghe rispetto alla performance reggina, dal 23,3% di Napoli al 22,3% di Enna, dal 20,8% di Siracusa al 20,4% di Bari, dati in linea con quello di Reggio Calabria.

Castorina aggiunge: “Nonostante un partito commissariato siamo riusciti a coinvolgere centinaia di cittadini, di militanti e di semplici simpatizzanti attorno ad una idea di politica che guarda alle esigenze della città, che cura gli interessi di ogni comunità di quartiere, che scende in strada, si rimbocca le maniche e che non ha paura di confrontarsi anche sui temi più difficili. Abbiamo costruito le basi per poter ripartire e ci siam guadagnati la fiducia dei cittadini, nonostante le migliaia di difficoltà che abbiamo incontrato sul nostro percorso. Il Partito Democratico calabrese non può non tenere conto di un risultato cosi importante ed evidente e da queste esperienze deve ripartire. Vogliamo rilanciare la nostra azione su tutto il territorio regionale e per farlo siamo certi che bisogna seguire il modello che abbiamo messo in campo e che ha prodotto risultati sotto gli occhi di tutti. Vogliamo poter competere a livello regionale per arginare l’ondata sovranista ed antidemocratica che sta attraversando il paese da nord a sud partendo proprio dalla classe dirigente che a Reggio Calabria ha guidato questo percorso. Per farlo però serve coesione, serve mettere da parte interessi personali, affarismi, logiche perverse e fratricide che hanno causato solo sfiducia nell’elettorato, allontanamento della base che ad un certo punto non si è più sentita rappresentata. Vogliamo rilanciare ed impegnarci in questa sfida che sarà avvincente se la potremo affrontare con la certezza di un modello vincente e con la coesione di un gruppo che ha dimostrato di poter competere sotto ogni profilo, che ha dimostrato come si possono creare risultati importanti e vincenti. Dobbiamo mettere da parte egoismi e gelosie sterili che hanno messo a dura prova la tenuta del centrosinistra. Noi abbiamo lavorato e continueremo a lavorare insieme, gomito a gomito, pancia a terra, moderati, riformisti, europeisti, socialdemocratici. Insieme, unendo e condividendo le diverse anime al nostro interno, aprendoci al confronto e ascoltando la nostra base. Cosi abbiamo raggiunto un risultato eccezionale alle elezioni Europee, cosi continueremo a lavorare ogni giorno in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Insieme, guardando sempre avanti, rimanendo sulla strada giusta“.

Queste parole stanno imbarazzando anche i vertici del Pd locale: evocare un “modello Reggio” per una città in cui questo titolo è stato un cavallo di battaglia della destra di Scopelliti, (eletto per 3 anni consecutivi, 2007, 2008 e 2009, “Sindaco più amato d’Italia“), viene considerato dagli stessi compagni di partito di Castorina un accostamento dialettico di pessimo gusto. Un disastroso autogol. Anche perchè il “modello Reggio” di quella destra (oggi completamente dissolta) era un “modello” di una coalizione che a tutte le elezioni di quegli anni (tra 2006 e 2011) otteneva percentuali plebiscitarie fino al 72% dei voti delle Comunali 2007 e delle Regionali 2010.

E la città si sente presa in giro: come si può parlare di “modello” se oggi a Reggio Calabria imperversano il degrado e l’anarchia più assoluti? Dalle strade disastrate alle case senz’acqua, dalla sporcizia con cumuli di spazzatura accatastati su ogni portone per il balordo metodo di raccolta differenziata porta a porta voluto proprio da quest’Amministrazione, alla totale assenza di politiche di sviluppo. Questa è la città che ogni giorno vive la sua gente, evidentemente lontana anni luce da ciò che Castorina percepisce nei salotti del potere cittadino.

Insomma, in un colpo solo Castorina è riuscito a fare incazzare tutti: quelli del suo partito, la gente che vive quartieri della sua città, e probabilmente anche i suoi avversari politici di destra che ricordano con nostalgico orgoglio gli anni del “modello Reggio” e considerano più che blasfemo il tentativo del giovane esponente Pd di farlo diventare, oggi, un riferimento proprio.