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Messina, De Luca contro tutti: “Su di me solo fango. Lasciateci lavorare”

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Messina, il Sindaco De Luca risponde a Saitta e ai 5 stelle: “Eletto senza lobby alle spalle, elaborate la sconfitta e lasciateci lavorare”

“La macchina del fango continua senza sosta nel tentativo di delegittimare la volontà popolare che chiede il cambiamento. Comprendo che non è stato semplice bere l’amaro calice della sconfitta, ma ritengo che Saitta del Pd, così come il M5S debbano far pace con se stessi e andare avanti“. È la risposta del Sindaco di Messina, Cateno De Luca, alle accuse a lui rivolte in chiusura della campagna elettorale.

Le accuse a me rivolte in chiusura di campagna elettorale – continua il Sindaco– sono frutto della paura. Del M5S perché il castello di sabbia su cui hanno costruito il loro consenso si sta sgretolando. Per Saitta perché senza un nemico da combattere, anche a costo di rendersi ridicolo, sprofonderebbe nell’oblio dell’anonimato a cui è stato relegato dopo la pesante sconfitta elettorale”.

Mi sono fatto promotore – sottolinea De Luca – di un malessere delle ex Province che adesso porterò a Roma e mi si attacca. Dopo decenni, Messina ha la possibilità con Dafne Musolino di avere una propria voce in Europa e mi si attacca. Con il Risanamento chiediamo i poteri speciali per ridare dignità agli sbaraccati, e mi si attacca. Dopo sette anni inauguro una piscina comunale che era meta di degrado e mi si attacca. Vergonatevi”.

“Sarebbe più comodo – conclude il Primo cittadino – amministrare come chi mi ha preceduto, vivendo di rendita per essere immune da critiche, ma non fa per me. La mia ricetta di buon governo che è valida per Messina così come per la Regione prevede una sola via: rivendicare ciò che ci appartiene per camminare con le nostre gambe. Dimostrare con forza che non siamo più disposti a prestare il fianco a umilianti compromessi che gli amici di Saitta e del M5S hanno sottoscritto in cambio delle briciole.Voglio ricordare loro che io sono sempre stato eletto e mai designato da lobby. Forte dell’autorevolezza che proviene dal ‘Popolo Sovrano’ chiedo dunque che tacciano per sempre su certi argomenti”.

L’affondo di Saitta: “Perché De Luca non si dimette subito?”

La replica di De Luca arriva a poche ore dalle dichiarazioni rilasciate da Antonio Saitta, ex candidato sindaco che accusa il primo cittadino di utilizzare la città per soddisfare le proprie ambizioni personali. Ecco cosa aveva scritto ieri Saitta su fb:

Il sindaco della nostra città (e della nostra Città metropolitana) cambia idea su tutto: scuole da mettere in sicurezza, baracche da eliminare entro ottobre 2018, quartieri da chiudere, società partecipate da diminuire, giudizio terrificante su Forza Italia e sui suoi dirigenti siciliani… (l’elenco potrebbe essere lunghissimo). Su una cosa, però, ha idee irremovibili: vuol fare il Presidente della Regione e la carica di sindaco di Messina gli serve a questo. Lo ha ricordato con una lettera inviata a tutti i cittadini (della città e della provincia) firmata da Sindaco metropolitano, così dimenticando pure che da quella carica si è autosospeso e che non si fa campagna elettorale nella qualità di autorità pubblica.
Ma, siccome per candidarsi alle regionali ci si deve dimettere da sindaco almeno sei mesi prima delle elezioni (quindi, al più tardi fra tre anni) anziché condannare la città ad una campagna elettorale continua e ad un altro periodo di commissariamento, perché non si dimette subito?
Così Messina e la città metropolitana potrebbero avere al governo qualcuno che il sindaco lo fa davvero (e magari con dignità e bene) e non che utilizza la nostra comunità soltanto per le proprie ambizioni personali!

P.S.: ma come ha avuto gli indirizzi delle nostre case?

P.P.S.: ma ci si può buttare vestiti, senza cuffia e senza aver fatto la doccia in una piscina pubblica o si viene multati?

P.P.P.S.: ricordate che il Sindaco non ha convocato le elezioni per il consiglio metropolitano e che la Regione ha dovuto nominare un commissario per farlo al suo posto (e a nostre spese)? Bene, l’art. 94 del DPR n. 361/1957 dispone: “chiunque, essendovi obbligato per legge, non compie, nei modi e nei termini prescritti, le operazioni necessarie per la preparazione tecnica delle elezioni, per il normale svolgimento degli scrutini e per le proclamazioni, o, in mancanza di prescrizione di termini, ritarda ingiustificatamente le operazioni stesse, è punito, salvo maggiori pene previste dagli articoli seguenti, con la reclusione da tre a sei mesi e con la multa da lire 10.000 a lire 50.000”.