500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci: a Reggio Calabria l’omaggio al genio senza tempo

A Reggio Calabria l’omaggio di Anassilaos a Leonardo Da Vinci, nel 500° anniversario della morte

Nei prossimi mesi l’Associazione Anassilaos di Reggio Calabria dedicherà al 500° della morte di Leonardo da Vinci una serie di incontri di approfondimento su Leonardo pittore (Prof.ssa Elvira Leuzzi Calveri), su Leonardo scrittore e poeta (Prof.ssa Francesca Neri), su Leonardo architetto ed ingegnere (Ing. Salvatore Scaramozzino), sul contesto storico in cui egli visse d operò (Prof. Antonino Romeo). In preparazione anche una mostra storico-filatelica curata da Giuseppe Diaco che ripercorrerà, attraverso i francobolli, la vita e l’opera del maestro, che si avvarrà di una cartolina realizzata dall’artista Alessandro Allegra, una reinterpretazione in chiave moderna del celebre autoritratto.

Riportiamo di seguito la nota di Stefano Iorfida, Presidente dell’Associazione Culturale Anassilaos, che ricorda l’anniversario della morte di Leonardo avvenuta in Francia, il 2 maggio 1519, esattamente cinquecento anni fa.

Credo siate certificati della morte di Maestro Lionardo fratello vostro, e mio quanto ottimo padre, per la cui morte sarebbe impossibile che io potesse esprimere il dolore che io ho preso; e in mentre che queste mie membra si sosterranno insieme, io possederò una perpetua infelicità, e meritamente perchè sviscerato et ardentissimo amore mi portava giornalmente. È dolto ad ognuno la perdita di tal uomo, quale non è più in podestà della natura. Adesso Iddio onnipotente gli conceda eterna quiete. Esso passò dalla presente vita alli 2 di Maggio (1519) con tutti li Ordini della Santa Madre Chiesa, e ben disposto”. Così scrive Francesco Melzi nella lettera inviata ai fratelli dell’artista  per comunicare loro la morte di Leonardo e informarli delle disposizioni testamentarie in loro favore decise dal Maestro.  Abbiamo poi la testimonianza del Vasari nella sua Vita di Leonardo “Finalmente venuto vecchio, stette molti mesi ammalato; e vedendosi vicino alla morte, disputando de le cose catoliche, ritornando nella via buona, si ridusse a la fede cristiana con molti pianti. Laonde confesso e contrito, se bene e’ non poteva reggersi in piedi, sostenendosi nelle braccia de’ suoi amici e servi, volse divotamente pigliare il Santissimo Sacramento fuor de ‘l letto. Sopraggiunseli il re (Francesco I ndr) che spesso et amorevolmente lo soleva visitare; per il che egli per riverenza rizzatosi a sedere sul letto, contando il mal suo e gli accidenti di quello mostrava tuttavia quanto avea offeso Dio e gli uomini del mondo, non avendo operato nell’arte come si conveniva. Onde gli venne un parossismo messaggero della morte. Per la qual cosa rizzatosi il re, e presoli la testa per aiutarlo e porgerli favore, acciò che il male lo alleggerisse, lo spirito suo, che divinissimo era, conoscendo non potere avere maggiore onore, spirò in braccio a quel re, nella età sua d’anni LXXV” (in realtà Leonardo aveva 67 anni essendo nato nel 1452). Sembra che Francesco I al momento della morte di Leonardo fosse altrove. La testimonianza del Vasari conferma però il rapporto affettuoso tra il sovrano e l’artista. Benvenuto Cellini che fu poco dopo in Francia, alla corte dello stesso re, narra di aver udito quel re  dire “che non credeva mai che altro uomo fusse nato al mondo che sapessi tanto, quanto Lionardo, non tanto di scultura, pittura et architettura, quanto che egli era grandissimo filosofo”.

Per Francesco I, al tempo ventitreenne,  l’anziano Leonardo doveva sembrare una sorta di saggio antico. Non è forse un caso se, come pare, Raffaello nel celebre affresco vaticano “La Scuola di Atene” lo abbia rappresentato  come Platone.

 


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