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Clamorosa inchiesta per gli appalti in Calabria: 20 indagati, anche politici di primo piano della politica regionale [NOMI]

Inchiesta per gli appalti in Calabria: 20 persone indagate

Venti persone, fra cui esponenti politici di primo piano della politica regionale, sono indagate nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro sulla gestione di appalti pubblici in Calabria. Al centro dell’inchiesta, alcuni investimenti nella citta’ di Cosenza ed in particolare quelli legati alla costruzione del nuovo ospedale, della metropolitana di superficie e del museo di Alarico. Fra gli indagati figurano il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, la parlamentare Enza Bruno Bossio ed il marito Nicola Adamo, ex consigliere regionale e vice presidente della Giunta, entrambi del Pd, e Luca Morrone, figlio del consigliere regionale Ennio Morrone. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri.

Appalti pubblici in Calabria, la dichiarazione del Presidente della Regione Mario Oliverio

“In data 7 maggio mi è stato notificato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro un avviso di conclusione di indagini preliminari”. La dichiarazione del presidente della regione, Mario Oliverio.

“Dopo una approfondita lettura, devo constatare che mi sono state contestate, come ipotesi di reato, fattispecie che, a mio avviso, attengono alla normale vita politico- amministrativa dell’Ente! Mi si contestano scelte politiche e/o tecniche, cui si “abbinano” ipotesi di reato, alcune (vedi gara di appalto metropolitana di Cosenza) operate nel 2014, cioè precedentemente al mio insediamento alla guida della Regione; mentre per altre, come la realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza, è stato prodotto, come è noto, il solo studio di fattibilità, tra l’altro da parte dell’Azienda Ospedaliera. Sono quanto mai certo che, anche in questa occasione, nessun Giudice condividerà una simile impostazione accusatoria, che intravede sospetti di reato in normali condotte di natura politica, nel senso aristotelico del termine. Un dato sintomatico, che andrà pure approfondito, è quello che attiene ad una indagine che è iniziata a fine 2014, ovvero il giorno stesso del mio insediamento alla guida della Regione e che si è, guarda caso, conclusa verso la fine dello stesso, nel 2019! Questo ennesimo avviso di garanzia mi porta ad esprimere profonda amarezza per quanto mi sta accadendo. Non posso in alcun modo accettare di essere additato come il promotore di “una associazione per delinquere con lo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti contro la Pubblica Amministrazione”. Ebbene, ribadisco, come già fatto in altre occasioni, che combatterò con tutte le mie energie per dimostrare la mia assoluta estraneità ai fatti contestati. La mia non vuole essere una sfida rivolta agli apparati giudiziari ed investigativi. E’ solo l’unico modo che, come politico, cittadino e uomo, mi resta per contrastare questa feroce gogna cui sono sottoposto, posso ora dirlo, dal primo giorno del mio insediamento”.

Appalti pubblici in Calabria: caduta la Giunta di Cosenza fra episodi contestati

C’e’ anche la fine anticipata della Giunta comunale di Cosenza guidata dall’attuale sindaco Mario Occhiuto (FI), poi rieletto, fra gli episodi contestati nell’ambito dell’inchiesta della procura di Catanzaro che coinvolge 20 persone, fra cui esponenti politici regionali, funzionari pubblici e imprenditori. Questo capitolo dell’indagine coinvolge il presidente della Regione, Mario Oliverio, l’ex consigliere ed ex deputato e vicepresidente della Regione Nicola Adamo (Pd) e l’ex presidente del consiglio comunale della citta’ bruzia, Luca Morrone. A Incarnato, esponente socialista, in passato assessore regionale ai lavori pubblici, in particolare, viene attribuita una “mediazione illecita” con una parte dei consiglieri comunali di Cosenza indotti a dimettersi per determinare la decadenza del sindaco. Adamo e Oliverio, in cambio, avrebbero agevolato la nomina di Incarnato a commissario liquidatore della Sorial, la societa’ che gestisce le risorse idriche calabresi. A Luca Morrone, invece, i due esponenti politici del Pd avrebbero promesso un eventuale incarico di vice sindaco nella nuova Giunta comunale “o comunque un incarico di ingegnere presso la Regione Calabria” affinche’ si dimettesse.

Appalti pubblici in Calabria, procura di Catanzaro: “Oliverio promotore associazione a delinquere”

“Un’associazione per delinquere con lo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione”. E’ questa l’accusa principale che la Procura di Catanzaro muove nell’avviso di conclusione delle indagini emesso nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione di alcuni appalti di rilievo regionale: l’ipotesi di reato dell’associazione per delinquere e’ contestata, in particolare, al presidente della Regione. Mario Oliverio, all’ex vicepresidente della Giunta regionale, Nicola Adamo, al dirigente delle Ferrovie della Calabria, Giorgio Lo Feudo, al dirigente regionale Luigi Zinno, all’imprenditore Pietro Ventura e all’intermediario Rocco Borgia. Nell’avviso di conclusione delle indagini, la Procura delinea anche una sorta di “ripartizione dei ruoli”, a partire da quello di Adamo, che – scrivono gli investigatori – “in qualita’ di promotore e organizzatore supervisiona, coordina e dirige le attivita’ dell’associazione, ancorche’ attualmente non ricoprente incarichi pubblici, cariche elettive e’ il punto di riferimento costante per gli altri associati nonche’ elemento di raccordo tra esponenti politici, amministratori pubblici e imprenditori privati in ordine agli sviluppi delle piu’ importanti gare pubbliche bandite dalla Regione, e determina le principali scelte politico amministrative regionali di interesse per l’associazione attraverso la propria esclusiva influenza sul presidente della Giunta Oliverio, del quale e’ consigliere di fatto e suggeritore delle principali strategie”. Per la Procura di Catanzaro, inoltre, Adamo “e’ in continuo e costante contatto con dirigenti e amministratori pubblici (in particolare Zinno e Lo Feudo) al fine di conoscere i dettagli delle procedure di gare pubbliche di interesse, indirizzare le determinazioni amministrative di merito, assicurare che le medesime gare pubbliche si sviluppino secondo i progetti dell’associazione, si attiva per far ottenere ai suoi uomini di fiducia la nomina in posti strategici delle amministrazioni pubbliche regionali e locali”. Quanto a Oliverio, secondo la Procura “in qualita’ di promotore indirizza le attivita’ dell’associazione nella sua qualita’ di presidente della Giunta della Regione (dal 9 dicembre 2014 all’attualita’) e gia’ presidente della Provincia di Cosenza (fino al 12 ottobre 2014), e’ il referente politico-istituzionale degli associati, nonche’ degli amministratori pubblici e degli imprenditori in ordine agli sviluppi delle procedure di gara pubbliche bandite dalla Regione e di interesse dell’associazione, nonche’ alle vicende politiche e istituzionali correlate alle stesse, adotta (previe costanti intese con Adamo) le principali scelte politico-amministrative regionali di interesse per l’associazione”. Oliverio inoltre, secondo l’accusa, “e’ in continuo e costante contatto con dirigenti e amministratori pubblici (in particolare Zinno e Lo Feudo) al fine di conoscere i dettagli delle procedure di gare pubbliche di interesse, indirizzare le determinazioni amministrative di merito, assicurare che le medesime gare pubbliche si sviluppino secondo i progetti dell’associazione, si attiva (anche su indicazione di Adamo) per far ottenere ai suoi uomini di fiducia la nomina in posti strategici delle amministrazioni pubbliche regionali e locali”. A sua volta, Lo Feudo – scrive poi la Procura di Catanzaro – “in qualita’ di organizzatore gestisce le principali attivita’ dell’associazione, nella sua qualita’ di direttore generale di Ferrovie della Calabria e’ l’imprenscindibile elemento di collegamento tra gli associati di parte pubblica istituzionale e gli operatori economici di settore partecipanti e beneficiari delle turbative nelle procedure di gara pubbliche”. “In qualita’ di partecipe”, gli inquirenti inquadrano anche il ruolo di Zinno, ritenuto “l’indispensabile longa manus degli associati all’interno dell’amministrazione regionale: nella sua principale qualita’ di dirigente generale del Dipartimento Infrastrutture e Lavori pubblici della Regione ripone la sua funzione e le sue competenze tecniche al servizio dell’associazione, per sviluppare e finalizzare sul piano amministrativo le procedure di gara pubbliche nei tempi e nei modi dettati dagli interessi dei associati”. Sempre “in qualita’ di partecipe” inoltre la Procura catanzarese rimarca il ruolo di Ventura, definito “imprenditore di pronta disposizione per l’associazione e quindi il contraente privilegiato e beneficiario delle principali commesse regionali in ambito ferroviario”, e il ruolo di Borgia, che – si legge nell’avviso di conclusione delle indagini – “finalizza gli interessi dell’associazione nelle fasi dell’aggiudicazione delle gare pubbliche”. Borgia, inoltre, secondo gli investigatori, “anche nella sua qualita’ di intermediario, dispone di una complessa rete di relazioni con politici, imprenditori e amministratori pubblici che gli consente di veicolare le aggiudicazioni in favore dei gruppi imprenditoriali da lui individuati e sponsorizzati” con particolare riferimento alla progettazione e realizzazione del collegamento metropolitano tra Cosenza, Rende e Universita’ della Calabria e allo studio di fattibilita’ del nuovo ospedale di Cosenza.

Appalti pubblici in Calabria: indagini con intercettazioni, sequestri e consulenze

L’avviso di conclusione indagini notificato al presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, all’ex consigliere regionale Nicola Adamo, entrambi del Pd, al sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, di Fi, e ad altre 17 persone e’ giunto al termine di un’indagine portata avanti dai carabinieri del Comando per la tutela ambiente Sezione operativa centrale di Roma nonche’, in ultima parte, dai finanzieri del Nucleo di polizia economica e finanziaria di Catanzaro. L’inchiesta e’ stata condotta dal pm Vito Valerio, con il coordinamento del procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e del procuratore della Repubblica Nicola Gratteri. Le attivita’ sono state condotte con intercettazioni telefoniche e ambientali, l’acquisizione di documentazione e l’esecuzione di consulenze tecnico-specialistiche di professionisti incaricati dal pm di valutare analiticamente le procedure di gara di appalti pubblici e di nomina di posizioni dirigenziali apicali. In particolare, sono stati vagliati i bandi di gara relativi al collegamento metropolitano Cosenza-Rende-Unical, alla riqualificazione del collegamento ferroviario Cosenza-Catanzaro, alla realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza, al ripristino della tratta ferroviaria turistica della Sila, alla realizzazione del museo di Alarico ed alla nomina del direttore generale di Calabria lavoro. Gli accertamenti svolti hanno portato gli investigatori, secondo quanto si e’ appreso, ad ipotizzare la sussistenza di un gruppo organizzato di soggetti che, nei rispettivi ruoli politici, amministrativi, istituzionali ed imprenditoriali, si muovono nell’interesse di orientare, in proprio favore, tutte le attivita’ connesse alla realizzazione di opere pubbliche in ambito regionale ed all’individuazione illecita di persone da nominare in ruoli amministrativi strategici. Gli indagati, per l’accusa, si muovono nella direzione di individuare e determinare le scelte strategiche di interesse regionale, quindi, di mantenere il controllo sulle procedure di aggiudicazione delle opere e di favorire la realizzazione attraverso il coinvolgimento di imprese intranee o comunque sponsorizzate dagli indagati, nonche’ di indirizzare le nomine in ruoli amministrativi e/o istituzionali in capo a soggetti ritenuti favorevoli ai desiderata del gruppo.

Appalti pubblici in Calabria, Forza Italia: “Mario Occhiuto trasparente, ha agito per interesse pubblico”

“L’avviso di garanzia a Mario Occhiuto riguarda un’accusa precisa : avrebbe preteso che la Regione finanziasse opere pubbliche per la città. Non ci sono fatti o richieste di carattere personale.  Un finanziamento che, è opportuno chiarirlo, era già stato stanziato prima della giunta Oliverio. Tutte le fasi relative ai finanziamenti pubblici sono state svolte con assoluta trasparenza, con conferenze stampa e anche momenti di forte polemica che sono  sempre stati resi pubblici”, è quanto scrive in una nota il Coordinamento regionale di Forza Italia. “Nel quadro generale dell’inchiesta emergono, invece, profili di responsabilità penale nei confronti di esponenti politici che avrebbero agito illecitamente proprio per far dacadere, come è accaduto, Occhiuto da sindaco di Cosenza, nel febbraio del 2016. Non è assolutamente pensabile mettere insieme vittime e carnefici nello stesso calderone. Mario Occhiuto ha agito per tutelare la sua comunità così come deve fare un Sindaco accorto e illuminato”, conclude la nota.

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