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In Sicilia ogni giorno vengono diagnosticati 75 nuovi casi di tumore

Ecco i dati che fotografano la mortalità causata dai tumori in Sicilia

In Sicilia oltre 160 mila persone convivono con un tumore. Si e’ partiti proprio dai numeri per comprendere l’entita’ del ‘fenomeno cancro’. Ma si e’ parlato anche, e soprattutto, di nuovi modelli di assistenza e di cura dei pazienti oncologici e onco-ematologici, durante la presentazione del progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”. Promosso da Salute Donna onlus, insieme ad altre 23 associazioni pazienti. Sono proprio i dati, dunque, a fotografare la mortalita’ causata dai tumori in Sicilia: ogni giorno infatti vengono diagnosticati 75 nuovi casi, e la sopravvivenza dei pazienti oncologici sull’isola si attesta al 55 per cento. Percentuale ben al di sotto della media nazionale, terz’ultimo posto dopo Sardegna e Campania. “La qualita’ di vita del malato di cancro – ha spiegato Annamaria Mancuso, presidente Salute Donna onlus e coordinatrice del progetto – si puo’ migliorare se i politici sono a conoscenza di quali siano i bisogni dei malati di cancro. L’obiettivo quindi e’ lavorare sui bisogni. Stiamo lavorando anche – ha proseguito – su alcuni dei punti contenuti all’interno dell’accordo di legislatura 2018-2013 come i viaggi della speranza, noi siamo assolutamente contrari. E’ giusto che ogni regione abbia la possibilita’ di curare i propri cittadini in casa loro”. Altra lotta, che tocca uno dei quindici punti dell’Accordo di legislatura, quella inerente il fondo dei farmaci oncologici innovativi e i diritti dei malati nel lavoro, “non e’ accettabile – ha precisato poi Annamaria Mancuso – che nei contratti di lavoro stabiliscono 18 ore all’anno per un malato oncologico. Ci sono dei malati oncologici che ogni tre mesi fanno dei controlli. Abbiamo ottenuto inoltre – ha concluso – un fondo per i farmaci oncologici innovativi che sono fondamentali perche’ riescono a salvare delle vite”. Nonostante i dati inerenti l’accesso alle cure e la qualita’ dell’assistenza, qualcosa all’interno dell’oncologia siciliana, pero’, si muove. “Entro il mese di giugno – ha detto l’assessore alla salute della Regione siciliana, Ruggero Razza, intervenuto durante l’incontro – sono convinto che avremmo il documento di sintesi della nuova rete territoriale. L’Agenas sta lavorando insieme ai tanti professionisti siciliani e all’assessorato alla Salute alla nuova Rete oncologica che per noi e’ un elemento centrale. Accanto a questo – ha proseguito l’assessore – la presentazione dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali, come quello del carcinoma alla mammella e quello cardio-oncologico sono il segnale di un’altra notizia: la Sicilia e’ la terza regione italiana per il numero di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali”. Ad essere affrontato dall’assessore, poi, il tema della mobilita’ passiva: “Si parla spesso – ha detto Razza – di un sud che non e’ organizzato, non all’altezza dei tempi. In parte e’ vero. C’e’ pero’ un’altra parte della verita’. Esistono regioni come la Sicilia che da 11 anni soggiacciono ad un piano di rientro che ha impedito a questo territorio di auto-organizzarsi ed autodeterminarsi. Per la prima volta – ha concluso l’assessore – la Sicilia attivera’ l’intesa Stato-regione che e’ stata sottoscritta alcuni anni fa, per cui prima di dare il parere favorevole al riparto della mobilita’ 2018, manderemo i nostri ispettori in tutte le regioni italiane. Penso che sia un modo per difendere le risorse del nostro territorio”. In atto, quindi, la riorganizzazione della Rete oncologica siciliana. Riorganizzazione che coinvolge, nel dialogo, non solo le amministrazioni locali ma anche clinici e decisori politici. “Il fatto che sono stati gia’ ratificati e decretati un PDTA per la mammella, uno per la prostata ed uno per l’ovaio, grazie all’assessorato alla salute della regione siciliana, – ha detto Vincenzo Adamo, direttore di oncologia medica del Papardo di Messina – sono tutti passi importantissimi. Il processo di efficientamento della Rete oncologica siciliana e’ ancora lungo e articolato. Mi sembra pero’ che stiamo vivendo il momento storicamente migliore in Sicilia”, ha concluso.