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Decreto Sicurezza, Lega: “A Messina reati in calo del 12%, in calo anche gli stranieri ospiti nelle strutture di accoglienza”

Decreto Sicurezza: in Sicilia, complessivamente, i reati sono diminuiti dell’8,9% rispetto al primo trimestre di un anno fa. Oltre a Messina con -12,5%, si registrano -9,3% a Ragusa; -15,8% a Caltanissetta; -14% ad Agrigento; -2,1% a Catania; 10,3% a Enna; – 10,2% a Palermo; -12% a Siracusa; – 8,7 a Trapani

A Messina nel 2019 reati in calo del 12%, mentre gli stranieri ospiti nelle strutture di accoglienza sono diminuiti del 23% grazie agli effetti del Decreto sicurezza voluto da Matteo Salvini”. Lo rivela Igor Gelarda, responsabile regionale enti locali della Lega e candidato alle elezioni europee del 26 maggio nel collegio Sicilia e Sardegna, snocciolando i dati forniti dal ministero dell’Interno.

Intanto, con il Decreto sicurezza bis il Viminale individua nuove misure di contrasto all’ immigrazione clandestina e a tutela delle Forze dell’ordine. “Si tratta di un secondo tassello dopo l’adozione del Decreto sicurezza – spiega Gelarda – che, alla fine del 2018, ha fornito strumenti innovativi per allontanare clandestini e delinquenti, per rafforzare la sicurezza nelle città con fondi e poteri ai sindaci contro le grandi piazze di spaccio e il degrado urbano”.

In Sicilia, complessivamente, i reati sono diminuiti dell’8,9% rispetto al primo trimestre di un anno fa. Oltre a Messina con -12,5%, si registrano -9,3% a Ragusa; -15,8% a Caltanissetta; -14% ad Agrigento; -2,1% a Catania; 10,3% a Enna; – 10,2% a Palermo; -12% a Siracusa; – 8,7 a Trapani.

Sempre guardando a tutta la Sicilia, si riducono anche gli stranieri ospiti delle strutture di accoglienza. Erano 14.551 al 13 maggio 2018, sono diventati 8.342 al 13 maggio 2019 (-42,67%): oltre a Messina con – 23,29%, si registrano – 35,84% a Ragusa; – 46,99% a Trapani; -52,65% a Caltanissetta; -21,83% ad Agrigento; -68,71% a Catania; -22,69% a Enna; -27,19% a Palermo; -38,24 a Siracusa.

Sono stati ottenuti notevoli tagli agli sprechi riducendo i costi dell’accoglienza – conclude Gelarda – ovvero circa 400 milioni di euro, reinvestiti in un piano straordinario di assunzioni per 8mila donne e uomini delle forze di polizia e Vigili del fuoco. Il monitoraggio effettuato periodicamente dal Viminale su reati e accoglienza dà ragione alle scelte effettuate dal ministero dell’Interno”.