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Antonello Fassari ai Lunatici di Rai Radio2: “l’imitazione della Sora Lella? Lei era furibonda”

Antonello Fassari ai Lunatici di Rai Radio2: “l’imitazione della Sora Lella? Lei era furibonda. Quando Magalli ci presentò, disse una parolaccia incredibile”

Antonello Fassari è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte dall’1.30 alle 6.00 del mattino.

L’attore romano ha parlato un po’ di sé: “Ho iniziato con la recitazione a scuola. Si era formato un gruppo, si faceva la recita alla fine dell’anno, mi hanno chiamato in questo gruppo, suonavo la chitarra, avevo qualche inclinazione, ma niente di che. Poi non so come ho deciso di andare a fare l’esame in accademia, alla Silvio D’Amico, e mi hanno preso. Probabilmente se non mi avessero preso avrei fatto altro. Non è che avessi questo sacro fuoco dell’arte. Però mi divertivo. Mia madre mi ha scomunicato, mi voleva avvocato. Io però non sono pentito. Però il mio mestiere è cambiato così tanto che ogni tanto ci penso. Mi chiedo come sarebbero andate le cose se avessi fatto l’avvocato. Mio padre era un penalista”.

Fassari ha parlato anche dell’imitazione che faceva della Sora Lella: “Di quel periodo ho un ricordo bellissimo. Facevo parte di un programma, ‘Avanzi’, che fu storia. Fu innovatore, è stato molto imitato. Rimpiango quella satira fatta da tutto il gruppo. Oggi invece la satira è monologante. Lì c’erano più facce, più possibilità di tanti punti di vista, di tante sfaccettature. La Sora Lella la mia imitazione la prese malissimo. Era furibonda. Magalli venne a conoscenza di questa cosa e ci invitò nel suo programma. Andammo, e lì la Sora Lella quando vide che c’ero anche io disse una parolaccia pazzesca. E chiese a Magalli se fossi davvero così brutta. Allora mi sono arreso. Anche se alla fine mi dedicò un libro di ricette”.

Fassari ha parlato anche dei Cesaroni: “Sul set non ci rendevamo conto che sarebbe stato un successo del genere. Non se l’aspettava nessuno, certo speravamo di andare bene, di risultare simpatici, ma che si entrasse proprio dentro le case, così come abbiamo fatto, proprio non ce lo aspettavamo. E’ stato un successo diverso dagli altri, quando entri dentro le famiglie, diventi uno di loro, è una cosa che capita raramente”.

Su Romanzo Criminale: “Nel film con la regia di Michele Placido ho fatto Ciro Buffoni. Lì ho ripensato ad alcuni clienti di mio padre, che era un avvocato penalista. Alcuni suoi clienti li ho conosciuti, li ho incontrati, ho pensato un po’ a quel mondo lì. La caratteristica di certi boss è la calma, la padronanza di sé. Son poche le cose che li sconvolgono, ma sono fondamentali. Cast bellissimo, set pazzesco. E’ stato un grande successo”.