Reggio Calabria, prorogati al 31 luglio i bilanci degli enti in pre dissesto. Falcomatà: “adesso aspettiamo misure a sostegno delle finanze locali”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Reggio Calabria, Falcomatà: “la proroga della scadenza per l’approvazione dei bilanci di previsione per i Comuni in piano di riequilibrio è una buona notizia e rappresenta un segno positivo della volontà politica di risolvere le criticità”

Tira un sospiro di sollievo il Comune di Reggio Calabria. La conferenza Stato-Città ha accolto le richieste dell’Anci e ha disposto il rinvio al 31 luglio dell’approvazione dei bilanci preventivi per gli enti in pre dissesto, interessati dalla pronuncia della Corte costituzionale del 14 febbraio scorso. “La proroga della scadenza per l’approvazione dei bilanci di previsione per i Comuni in piano di riequilibrio è una buona notizia e rappresenta un segno positivo della volontà politica di risolvere le criticità intervenute a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha reso inefficaci le rimodulazioni trentennali. Naturalmente ci aspettiamo che alle parole seguano i fatti, ma il Sottosegretario Laura Castelli, che sta dimostrando una proficua e costante attenzione alle esigenze rappresentate dai sindaci, ha espresso chiaramente l’intenzione di voler dare seguito già in una delle prossime riunioni del Consiglio dei Ministri, al pacchetto di norme per i Comuni che, insieme ai sindaci e grazie alla positiva interlocuzione avviata con Anci, abbiamo condiviso”. E’ quanto dichiara il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà“Continueremo a monitorare la situazione nei prossimi giorni – ha aggiunto il sindaco – affinchè si possa arrivare in breve tempo, ben prima della scadenza fissata, ad una soluzione definitiva di una vicenda che avrebbe pesanti conseguenze su decine di Comuni italiani e soprattutto sui loro cittadini incolpevoli. E’ chiaro infatti che quando si parla di finanza degli Enti Locali non si può ragionare con il pallottoliere, in gioco c’è una questione sociale che riguarda soprattutto le fasce più deboli della popolazione, alle quali i Comuni, attraverso i loro bilanci, erogano servizi essenziali senza i quali saremmo di fronte ad una vera e propria catastrofe sociale di caratura nazionale. E’ questa la base del ragionamento dalla quale partire e credo che su questo il Governo, a prescindere dal suo colore politico, non possa che comprenderne l’urgenza”.


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