Sicilia, scoperta “associazione a delinquere segreta”: 27 arresti, in manette esponenti politici e poliziotti [NOMI]

Sicilia: scoperto un vasto sistema corruttivo negli enti locali, 27 arresti

Nel Trapanese è in corso una vasta operazione dei Carabinieri: sono state arrestate 27 persone, tra cui alcuni esponenti politici, come l’ex deputato regionale di Ncd e Forza Italia Giovanni Lo Sciuto, l’ex sindaco di Castelvetrano, Felice Errante e l’ex Presidente dell’Assemblea regionale siciliana Francesco Cascio.
Avrebbero tutti fatto parte di una “associazione a delinquere segreta“: è stato “scoperto un vasto sistema corruttivo negli enti locali, quali il comune di Castelvetrano e l’Inps di Trapani“, spiegano gli inquirenti.
Altre 10 persone sono indagate a piede libero. Tra gli arrestati anche 3 poliziotti: uno presta servizio alla questura di Palermo, uno a Castelvetrano e uno alla DIA di Trapani.
Gli inquirenti parlano di una “loggia segreta capace di condizionare la politica e la burocrazia“: ne avrebbero fatto parte, oltre ai politici, anche massoni e alcuni professionisti di Castelvetrano.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore Alfredo Morvillo, dal procuratore aggiunto Maurizio Agnello e dai sostituti Sara Morri, Andrea Tarondo e Francesca Urbani.

La “complessiva attività di indagine“, “ha dimostrato ancora l’esistenza di una associazione a delinquere promossa ed capeggiata dall’ex deputato regionale Giovanni Lo Sciuto con la collaborazione, nel settore organizzativo, del massone Giuseppe Berlino, associazione che, con certezza indiziaria, vede tra i suoi membri ad esempio l’ex Sindaco di Castelvetrano Felice Errante Jr., l’ex Vice Sindaco di Castelvetrano Vincenzo Chiofalo ed il commercialista massone Gaspare Magro“. “Caratteristica precipua di tale associazione è che gli scopi della stessa non si limitavano alla esecuzione di una serie indeterminata di delitti ispirati da un medesimo disegno criminoso, ma ha avuto ad oggetto anche il condizionamento e l’asservimento dell’attività di organi costituzionali e di articolazioni territoriali della pubblica amministrazione alle finalità segrete del consesso criminoso“, spiegano gli inquirenti. Le finalità venivano, in particolare, “perseguite con modalità che garantivano la segretezza degli scopi associativi e della reale composizione del sodalizio, anche e soprattutto grazie al ruolo di appartenenti alle istituzioni“.


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