Fino al 4 aprile a Reggio Calabria l’Horcynus Fest Metamorfosi

  • Titti Fabozzi
    Titti Fabozzi
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Horcynus Fest Metamorfosi: oggi alle 17:30 visita guidata alla scoperta dell’installazione di Emilio Isgrò al Castello

Guarda alle Metamorfosi artistiche, umane, sociali, l’edizione primaverile dell’Horcynus Festival, in programma fino al 4 aprile a Reggio. Per l’ottavo anno consecutivo torna in città l’evento a cura della Fondazione Horcynus Orca (in collaborazione con Fondazione di Comunità di Messina, Fondazione con il Sud e Cineclub Internazionale Distribuzione, con il finanziamento del PAC Offerta culturale Azione 1 Tipologia B – Annualità 2018), ancora una volta in una formula “diffusa”, per contaminare con arte contemporanea, cinema, musica, teatro, varie location urbane.

ARTE CONTEMPORANEA
Al Castello l’installazione di Emilio Isgrò “Casalaina – Primo movimento: prologo del grillo”

Fino al 4 aprile è in mostra nel Torrione Sud del Castello Aragonese (ingresso gratuito, apertura al pubblico ore 8:30-13:30 e 15:30-18:30, lunedì chiuso) l’installazione “Casalaina – Primo movimento: prologo del grillo” di Emilio Isgrò, a cura di Marco Bazzini.

L’opera, che sarà illustrata al pubblico oggi alle 17:30 dal curatore, nel corso di una visita guidata, è stata realizzata per il Museo d’Arte Contemporanea Horcynus Orca da Emilio Isgrò, artista italiano tra i più conosciuti e apprezzati a livello internazionale, in occasione del centenario del terremoto del 1908. A 110 anni di distanza da quella catastrofe, l’installazione varca per la prima volta lo Stretto e trova casa nell’unica architettura storica cittadina risparmiata dal sisma. Una scelta non casuale: l’opera prende il nome da Riccardo Casalaina, musicista messinese conosciuto come “Mozart redivivo” per il suo precoce virtuosismo, morto proprio durante il terremoto del 1908. Le sue note si trasformano nell’opera di Isgrò in formiche (evoluzione della sua ben nota cancellatura), pronte a invadere i vecchi muri della torre dopo essersi impossessate dello spartito e del pianoforte bianco che resta muto. La musica, infatti, non proviene dallo strumento ma da grilli, eco di un lungo pomeriggio d’estate.

A questo Primo movimento: Prologo del grillo, come avviene nelle sinfonie, seguirà un’orchestrale esecuzione con più pianoforti e canti di altri insetti tipici delle campagne in estate, per la mostra in programma in autunno.

MUSICA
Sabato 23 marzo al Miramare il concerto di Serena Della Monica – Le Ninfe della Tammorra
Domenica 31 marzo al Cilea il reading-concerto “Bestemmia d’amore” di Avitabile e Delbono

Guarda alla musica popolare napoletana l’Horcynus Fest, con due esempi agli antipodi ma che racchiudono tutte le trasformazioni del genere e della cultura musicale probabilmente più metamorfica e conosciuta d’Italia, da sempre in continua, vitale, elaborazione: sabato 23 marzo alle ore 21:00 al Miramare il live di Serena Della Monica – Le Ninfe della Tammorra, che portano sullo Stretto il loro Femmene Tour (ticket 5€); domenica 31 marzo alle ore 21:00 al Teatro Cilea il reading – concerto “Bestemmia d’amore” di Enzo Avitabile e Pippo Delbono (ticket 10€, prevendite al Teatro Cilea).

Le Ninfe della Tammorra, esempio tutto al femminile della ricerca e della radice musicale profondamente inserita nella tradizione partenopea, nascono dalla necessità di raccontare e attualizzare la cultura popolare campana e del Sud Italia attraverso un uso efficace del linguaggio musicale e del teatro-danza, evocando le sonorità mediterranee unite ai ritmi urbani della musica moderna, alla ricerca di un connubio di world music e world dance. “Femmene” il loro ultimo lavoro discografico, intende traghettare il folk verso la pop music, cercando di mantenere lo spirito della tradizione con suoni contemporanei e il mood metropolitano, embrione del melting pot umano e musicale.

“Bestemmia d’amore” è una tappa del viaggio artistico di Enzo Avitabile (voce, arpina, tamburo e sax sopranino) e Pippo Delbono (voce recitante e canto). Il primo è un artista unico nella sua capacità di coniugare blues, jazz, funky, rock con classico, barocco, tradizione popolare napoletana per arrivare, poi, ad una musica sua, originale e unica; il secondo è un attore, regista e drammaturgo che sa dare un peso alle parole. Ad affiancarli sul palco Gianluigi Di Fenza (alla chitarra napoletana) e Carlo Avitabile (ai tamburi) in un concerto dove le parole diventano musica, per parlare di questo tempo volgare e sacro, nero e luminoso, duro e dolce. Per parlare ancora dell’amore bestemmiato, ferito, affogato, ucciso, rinato, ucciso ancora, ancora vivo. Un canto che abbandona l’obbligo dello stile per approdare a un esempio di musica totale.

TEATRO
Martedì 26 marzo alla Sala Auditorium Umberto Zanotti Bianco “Le stanze di Ulrike” di e con Silvia Ajelli
Giovedì 28 marzo al Cineteatro Metropolitano il reading teatrale “f-Aìda” di Arena e Barilla

La sezione teatrale dell’Horcynus Festival si proietta verso metamorfosi intese come utopie concrete di trasformazione dal basso dei territori, indagando le utopie rivoluzionarie del secolo scorso e contesti estremi. Lo fa con “Le stanze di Ulrike”, una produzione del Teatro Biondo di Palermo in collaborazione con le Orestiadi di Gibellina, in programma nella Sala Auditorium Umberto Zanotti Bianco (ex Cipresseto) martedì 26 marzo alle 21:00 (ticket 5€). Lo spettacolo di e con Silvia Ajelli, per la regia di Rosario Tedesco, racconta la vicenda personale, storica e politica di Ulrike Meinhof, giornalista tedesca e attivista che dal ’68 orientò il suo pensiero verso una posizione sempre più radicale, fino a entrare in clandestinità e a votarsi alla lotta armata. Una storia di terrorismo che affronta in chiave umana e non ideologica le utopie rivoluzionarie novecentesche, ponendo domande scomode, riproposte improvvisamente dal nostro presente: perché una colta, intelligente e raffinata giornalista nota, inizia a sentirsi scomoda nel paese in cui vive? Perché non si riconosce più nel ruolo che la società le cuce addosso? Come mai finisce per diventare il capo ideologico di una banda di terroristi?

Con “f-Aìda”, invece, reading di una co-produzione del festival e Mana Chuma Teatro che debutterà in estate, l’Horcynus affronta l’impossibilità della metamorfosi personale e sociale. Stavolta siamo in Calabria negli anni Ottanta ma potrebbero essere i giorni nostri o giorni futuri, nel buio di una segregazione attenuata solo da vecchi dischi d’opera. Qui splende una f-Aìda in un racconto arcaico di guerre fratricide, tra famiglie che alla stessa terra appartengono e alla terra ritorneranno. Splende di un amore mai consumato per un compagno di giochi travestito da nemico, per via di un’anima da femmina incastrata in un corpo da uomo. Splende ai piedi di una Madonna che piange sangue, non per miracolo avvenuto ma per un dolore che non conosce requie.

CINEMA
Dal 27 al 29 marzo al Cineteatro Metropolitano proiezioni gratuite di film e documentari

Metamorfosi esteriori e interiori, politiche e umane, desiderate e possibili nella selezione di film e documentari in proiezione gratuita per l’Horcynus Fest da mercoledì 27 a venerdì 29 marzo al Cineteatro Metropolitano (ex dopolavoro ferroviario, via Caprera 2).

Si comincia con un focus sui Balcani il 27 marzo alle ore 19:00 con il documentario Cinema Komunisto di Mila Turajlic (Serbia 2010) e a seguire, alle 21:00, il film Dall’altra parte di Zrinko Ogresta (Croazia 2016). Il 28 marzo alle 19:00 si proietta Sami Blood di Amanda Kernell (Svezia 2016), una storia di razzismo tra Svedesi e Lapponi e una scelta di campo di una ragazzina che vuole rinunciare alla sua famiglia e alla sua gente per cambiare nazionalità. Il 29 marzo alle 19:00 spazio al documentario Vangelo di Pippo Delbono (Italia/Belgio 2016), un Vangelo fatto di carne, storie, volti, racconti dei migranti di un centro per richiedenti asilo. A seguire, alle 21:00 proiezione a inviti del film Sofia di Meryem Benm’Barek (Francia/Marocco 2018).

Ecco il link all’evento: https://www.facebook.com/events/407951899765990/410214336206413/


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