Reggio Calabria: la strage non si arresta, ancora un morto a San Ferdinando, le FOTO shock della tenda “divorata” dalle fiamme [GALLERY]

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Reggio Calabria: la strage non si arresta, ancora un morto a San Ferdinando. Non c’è pace nell’area destinata ai migranti dopo l’abbattimento della vecchia baraccopoli, si continua a morire anche in quella “ufficiale”

La strage non si arresta nell’area destinata ai migranti a San Ferdinando. Dopo l’abbattimento della vecchia tendopoli che tra il 2018 e il 2019 “uccise” tre persone (Moussa Ba, Becky Moses e Surawa Jaith) anche in quella “ufficiale” si continua a morire. Questa volta a rimetterci la vita è un 32enne senegalese, Sylla Noumo, il quale era stato trasferito nella nuova struttura dopo che le ruspe avevano abbattuto la vecchia baraccopoli.  Le fiamme si sarebbero sviluppate forse per un cortocircuito ed hanno interessato una sola tenda. Le foto a corredo dell’articolo sono eloquenti della disperazione dei migranti e della tragicità del momento. Intanto, sono in corso accertamenti della polizia scientifica. Sull’accaduto indaga il commissariato di Gioia Tauro diretto dal primo dirigente Diego Trotta. Il prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari, ha convocato, per oggi, a San Ferdinando una riunione tecnica di coordinamento con le forze dell’ordine.

Incendio alla tendopoli: l’uomo era solo nella tenda “divorata” dalle fiamme

Per fortuna era da solo nella tenda il migrante che ha perso la vita questa notte a San Ferdinando nella tendopoli “ufficiale”. La circostanza è stata resa nota dal prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, nel corso della riunione tecnica di coordinamento delle forze dell’ordine, alla quale ha preso parte anche il procuratore capo di Palmi Ottavio Sferlazza. La polizia scientifica.


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