Reggio Calabria, l’incredibile disavventura per una cittadina malata di cancro: multata di 700 euro per un malore in strada

Reggio Calabria, l’incredibile disavventura di una signora malata di cancro costretta a subìre una multa di 700 euro per un malore. Ecco cosa le è accaduto

A Reggio Calabria imperversa ancora l’emergenza rifiuti che ormai attanaglia ogni quartiere con cumuli di spazzatura ovunque a causa dei disservizi della raccolta differenziata porta a porta. Il servizio continua a non funzionare, eppure gli amministratori fanno orecchie da mercante alle disperate richieste dei cittadini. L’umido non viene raccolto da settimane, nei giorni scorsi sono saltati in alcune zone anche il vetro e l’indifferenziata. Eppure c’è una donna, malata di cancro, maniaca del pulito e delle pulizie, che è stata multata di 700 euro perchè la figlia, in modo certamente leggero in un momento di difficoltà, ha gettato un sacchettino di rigetto avuto dopo la chemioterapia in strada, su un vasto cumulo già pre-esistente di rifiuti. Oggi questa signora ha scritto a StrettoWeb per testimoniare tutto il proprio disappunto:

Egregio Direttore sono costretta a rubarle qualche minuto per manifestarle il mio stato di frustrazione e la mia amarezza maturate a seguito di una vicenda che mi ha visto protagonista la scorsa estate. Da oltre un anno combatto con una grave malattia e sono costretta ciclicamente a sottopormi a chemioterapia presso l’Ospedale della nostra città. La terapia spesso genera malori che, purtroppo, nella circostanza di cui  parlo, ho subìto in macchina mentre rientravo a casa in compagnia di mia figlia che vive e lavora al nord, la quale si è adoperata ad assistermi utilizzando un sacchetto che, per precauzione, avevo portato con me. Affrontata l’emergenza, mia figlia, non potendo far altro, si è accostata ad un cumulo di rifiuti, è scesa dall’autovettura ed ha depositato il piccolo sacchettino, operazione che certamente non è giusto fare e che non avremmo mai pensato di fare se non ci fossimo trovate in una situazione di estrema difficoltà. Ebbene, a seguito di ciò nei giorni successivi abbiamo ricevuto la visita delle Forze dell’Ordine al mio domicilio, a quello di mia figlia al nord italia e a quello di mio marito a Pellaro, per le contestazioni di rito. Successivamente ci è stata notificata la multa, su carta intestata Città Metropolitana, per un ammontare complessivo di 700 (settecento) euro.

La vicenda mi ha molto amareggiata, non tanto per come si sono svolti i fatti e per aver ricevuto una multa, quanto perchè io appartengo a quella categoria di persone definite “maniache della pulizia” tant’ è che l’igiene rappresenta il fattore su cui si fonda la mia attività lavorativa. I tentativi della mia famiglia di sdrammatizzare l’accaduto ironizzandoci sopra, considerandolo un paradosso, sono serviti solo ad attenuare il mio disappunto anche in considerazione del degrado e dei dei cumuli di spazzatura presenti sulle strade della nostra città. Ma la circostanza che mi ha indotto ad esternare  il mio stato d’animo scaturisce dalla grave emergenza igenico-sanitaria verificatasi a seguito del mancato ritiro, per quasi due settimane, dell’umido. Il disservizio, che si ripete frequentemente, ma che mai si era protratto così a lungo, ha procurato alle famiglie enormi disagi, specie in quelle dove ci sono persone anziane, bambini, o malati. In conclusione mi domando: i responsabili di quanto accaduto a chi rispondono? Come vengono sanzionati? I reggini a chi devono chiedere conto del degrado e della sporcizia delle strade? A queste domande non so rispondere, ma una cosa è certa: se i cittadini che sporcano sono definiti, giustamente, LORDAZZI, non garantire la raccolta dei rifiuti, creando enorme disagio e concreto pericolo di epidemie, è da criminale.

Alla signora, che con estrema umiltà ha ammesso la leggerezza della figlia, rispondiamo che siamo sicuri che in una città in cui ci fossero i cassonetti pedonali ogni tot. metri (come in ogni città normale!) e in cui le strade e i marciapiedi fossero puliti, certamente sarebbe stato comodo persino in quelle difficili circostanze gettare il sacchetto in un apposito contenitore per rifiuti. Ma a Reggio ormai non ci sono più neanche quelli, tanto che persino nel centro storico diventa difficile gettare nei rifiuti le cacche dei cani o i fazzoletti per il naso. Non se ne faccia una colpa, e continui a combattere la sua battaglia più importante con forza e spirito positivo. In bocca al lupo!


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