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Il senatore Lega Iwobi a Palermo: “il futuro della Sicilia si chiama identità”

Lega, il senatore Iwobi e il capogruppo a Palermo Gelarda: “Una comunità muore se non conserva identità e cultura”

Si è parlato di salvaguardia delle identità territoriali e immigrazione con un occhio alla Sicilia ma lo sguardo rivolto al Mediterraneo, ieri pomeriggio a Palermo, dove la Lega ha organizzato un affollato incontro pubblico nella Sala delle Lapidi del palazzo municipale, sede del Consiglio comunale, su iniziativa del Dipartimento cultura. L’occasione di confronto è stata molto interessante e partecipata, grazie anche alla presenza del senatore della Lega Toni Iwobi, vicepresidente della commissione permanente Affari esteri e immigrazione, in rappresentanza del governo nazionale, invitato da Igor Gelarda, capogruppo consiliare della Lega a Palermo e responsabile regionale enti locali del partito. Il convegno è stato introdotto e moderato dal giornalista e scrittore Alberto Samonà.

Senza l’identità una comunità muore, un territorio, una nazione – ha detto il senatore Iwobi – . Se vogliamo uccidere una nazione, il metodo veloce è togliere identità e cultura. Dobbiamo ripristinate la volontà di conservare la nostra cultura per le future generazioni“. L’esponente nazionale della Lega ha parlato poi di immigrazione: “Se partiamo dal presupposto che in quattro anni sono morte migliaia di persone che hanno tentato di attraversare il mar Mediterraneo diventato ormai come un tunnel della morte, per ridurre a zero i morti non si può far altro che chiudere i porti. L’immigrazione è un tema importante per l’umanità ed è anche compito della politica salvaguardare quelle persone – ha aggiunto il senatore del Carroccio – ed è quello che sta facendo oggi Matteo Salvini”.

Iwobi e Gelarda si sono proposti di supportare Osas Egbon, nigeriana, presidente dell’associazione “Donne di Benin City” che a Palermo si occupa di vittime della tratta e lotta ogni giorno per liberare altre ragazze nigeriane che in città – come ha raccontato la stessa Osas parlando al convegno – sono costrette a lavorare nelle “case chiuse” a Ballarò: circa 40 appartamenti nei quali tantissime ragazze subiscono violenze sotto la minaccia di riti vudù.

Tra gli intervenuti c’erano Elio Ficarra, consigliere leghista e responsabile enti locali in provincia di Palermo; Giovanni Callea, presidente del Circolo Lega Città di Palermo; l’imprenditrice turistica Tamako Sakiko Chemi; Lilla Oliveira Pecorella, brasiliana, componente dell’Ufficio di presidenza della Consulta delle culture; Filippo Occhipinti, coordinatore cittadino dei Verdi.

La Sicilia è una terra bellissima ma è in fondo a tutte le classifiche per qualità della vita – ha detto Gelarda – . Secondo uno studio di Confindustria, l’Isola nel 1951 faceva un ottavo del Pil italiano. Oggi, dopo 382 miliardi di euro investiti al Sud fino al 2007, la stessa Sicilia non arriva a un diciannovesimo. Siamo sotto allo zerbino di tutte le regioni dell’Europa, con i nostri figli costretti ad emigrare. È intollerabile”.

Gelarda si è soffermato poi sul ruolo dell’Unione europea. “Nella grande manifestazione della Lega in piazza del Popolo dell’8 dicembre scorso a Roma – ha detto l’esponente siciliano del partito – Matteo Salvini ha chiesto agli italiani il mandato per rappresentarli in Europa perché questa unione delle lobby, delle banche, della finanza che prevale sull’economia, va definitivamente cambiata. È un modello che non fa il bene dell’Italia e della Sicilia. Con la Lega a Bruxelles – ha concluso Gelarda – torneranno finalmente al centro i popoli e la valorizzazione dei territori”.

All’incontro erano stati invitati sia il nuovo assessore alle Culture della giunta Orlando, Adham Darawsha, che il presidente della consulta delle culture Ibra Cobena, ma entrambi non hanno partecipato. “Dispiace che non ci sia l’assessore comunale Culture – ha sottolineato il senatore Iwobi – . Avrà le sue ragioni personali o politiche, ma mai bisogna rifiutare un confronto che serve per approfondire e superare divergenze tra persone e popoli. Solo con il confronto si trovano soluzioni”.