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Reggio Calabria, Gaetano Pipitone: “la fotografia è un’arte, tutti fanno click ma sono pochi i veri artisti”

Il fotografo Gaetano Pipitone parla del progetto “Un giorno da Star”: “per me racchiude un significato molto importante, cercare di portare una svolta nell’interpretazione fotografica di Reggio Calabria”

Il fotografo Gaetano Pipitone racconta il suo percorso, il suo “viaggio” nella fotografia, il rapporto con il maestro Damiano Errico ed il progetto “Un giorno da Star”.

“Nel 2014 nasce un progetto chiamato Un giorno da Star, per me racchiude un significato molto importante, cercare di  portare una svolta nell’interpretazione fotografica nella mia citta’, un vero  cambio generazionale nell’interpretazione della stessa , nasce dall’idea di trasformare i sogni in realtà e avvicinare la la fotografia alla pittura. Grazie anche al mio maestro Damiano Errico,  che oltre ad essere un grande  professionista ,  e’ un vero esempio per me,  un punto di riferimento che mi ha portato a scoprire emozioni uniche attraverso i suoi scatti e il suo modo d’interpretare la fotografia. Passano gli anni e il  progetto prede piede, diventa il nome del mio studio fotografico segnando un bellissimo percorso lavorativo.  inizia  cosi’  il mio viaggio verso la pittura. Grazie alla mia interpretazione e dal mio modo di vivere  la fotografia ,  riesco a raccontare attraverso  semplici scatti emozioni e rende le mie opere uniche nel suo stile. Ho sempre pensato che nessuno si puo’ sentire arrivato,  penso che imparare è come remare controcorrente: se smetti, torni indietro,  per questo motivo io non mi sento mai arrivato, la mia voglia di andare avanti, crescere e prendere consigli costruttivi è sempre alta!  La fotografia e’ unArte e se una persona ci crede veramente, seguendo la strada giusta, forse riuscirà a raggiungere qualche risultato,  e per me  il 2019  mi ha portato diverse  soddisfazioni  da diverse comunity internazionali di fotografi matrimonialisti e spero sia solo l’inizio”, è quanto afferma Gaetano Pipitone. “Purtroppo – prosegue- viviamo in un’era che basta tirare fuori da una tasca uno smartphone per fare un click del mondo che ci circonda, basta teleguidare un drone per rubare foto da tutte le prospettive. Ormai facciamo tutti  foto come prendevamo appunti a scuola, archiviamo ogni minuto milioni di istantanee con una frequenza smisurata, oggi ci sentiamo tutti un po’ fotografi, ma l’arte dello scatto è tutta un’altra cosa, o almeno così la pensa chi della fotografia ha fatto una professione a cinque stelle. Tutti sanno leggere e scrivere, la fotografia è l’arte in cui tutti pensano di essere bravi, perché è più facile fotografare che parlare e scrivere, così tutti si sentono un po’ artisti. Nell’era degli smartphone e dei social network le immagini vengono prodotte continuamente e ovunque,  ma al di là delle classiche foto frontali a farla da padrone, a scapito del tradizionale e ormai superato autoscatto amatoriale, è il selfie. nei giorni nostri ormai la fotografia fa da padrona, non esiste piu’ la realtà riportata nell’immagine.La tecnologia non ha reso tutti fotografi, ma tutti capaci di catturare immagini,  come tutti possiamo avere una penna, ma non possiamo per questo definirci scrittori.Ricordiamoci che la fotografia è una splendida forma di arte e non il frutto di dispositivi più o meno tecnologici. Il mondo del fotografo, è molto cambiato, con la pellicola prima di scattare si pensava, adesso c’è la sagra dello scatto a raffica: non si ragiona più, prima di scattare non si pensa, c’è stato un calo di qualità, la foto non è più ragionata, è molto più frivola e orientata alle regole del marketing”, conclude.