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“Il carattere dei calabresi? Siamo delle rocce con una grande dignità”: così Mia Martini raccontava la sua ‘calabresità’

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La più grande vittoria di Mia Martini è quella avuta sulla vita e sulla morte: riuscire ad attraversare il buio ed interpretare amore e rabbia insieme. Emozionando ancora.

Mia Martini, la sua vita, il suo dolore, la sua passione, sono tornate prepotentemente alla ribalta dopo il Festival di Sanremo e dopo la fiction a lei dedicata. Le scuse e le accuse fioccano sui social, tra chi invoca vendetta per la cantante e chi punta il dito su chiunque, facendo quello stesso errore che l’opinione pubblica fece con la cantante nei periodi più bui e tormentati della sua vita: giudicare senza conoscere. Ma come viveva il suo rapporto con la sua regione d’origine la brava e tormentata Mia Martini? In un’intervista a Block Notes, nel 1990, Mia diceva: “Io non sono di origine, io sono proprio calabrese! Mia madre è di Bagnara Calabra, mio padre è di VillaSanGiovanni, io sono nata a Bagnara: più calabrese di così! Sono la Calabria, mi sento la Calabria! Io sono la Calabria. Mi scusino per la presunzione tutti gli altri calabresi, ma io mi sento la Calabria“.

La mia terra – raccontava ancora la compianta artista – è la terra dalla quale sono spuntata fuori, e quindi cosa lega un albero alla terra? Le sue radici, il suo nutrimento, il suo ossigeno, la sua acqua, la sua aria, la sua musica, i suoi odori”. E in merito al carattere dei calabresi, del quale lei non ha mai nascosto nulla né in pubblico né in privato, disse: “Il carattere dei calabresi? A me piace moltissimo. Possiamo sembrare testardi, un po’ duri, troppo decisi. In realtà siamo delle rocce, abbiamo una grande dignità e una grande voglia di lavorare e di vivere“. E se a nulla servono le polemiche oggi, se a nulla serve accusare familiari e colleghi, se a nulla serve perché lei non tornerà più indietro, ricordarla serve invece a molto a e molti: un’artista come Mia Martini resta immortale. Anche ora che non c’e più. Ed è questa la sua più grande vittoria sulla vita e sulla morte: riuscire ad attraversare il buio ed interpretare amore e rabbia insieme. Emozionando ancora.