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Messina, Città Metropolitana chiusa per fallimento: volano gli stracci a Palazzo dei Leoni, lavoratori in protesta. De Luca furioso: “Pronto al licenziamento collettivo”

Città Metropolitana di Messina chiusa per fallimento, De Luca furioso: caos davanti i cancelli di Palazzo dei Leoni

Alta tensione stamattina a Palazzo dei Leoni. Come ampiamente preannunciato da De Luca, i cancelli della Città Metropolitana di Messina sono chiusi e da oggi i dipendenti sono in ferie forzate.

Ma davvero era necessario arrivare a questo punto? Arrivare a chiudere la Città Metropolitana di Messina?

Mi meraviglio perché non sia stata fatta prima una cosa del genere”-ha detto De Luca.”La Città Metropolitana da mesi non riesce a svolgere le sue funzioni e a sostenere costi, senza avere possibiltà di svolgere ruoli che gli competono. Se qualcuno ha deciso che le città metropolitane devono fallire, lo decido io come e quando”.

De Luca ribadisce che la sua presa di posizione è irreversibile: la città metropolitana resterà chiusa “a beneficio dei servizi della collettività e dei lavoratori. Mi spiace- ha continuato il sindaco- che qualcuno non lo abbia ancora compreso il senso della presa di posizione contro il prelievo forzoso dello Stato. Quando io dichiaro il default, non faccio altro che dichiarare il fallimento dello Stato, cioè le stesso soggetto che dovrebbe intervenire per risanare il fallimento. Ma non vi rendete conto che siamo di fronte a minchiate istituzionali? Io vado avanti, non mi fermo“.

“Voi pensate che a me faccia piacere prendere delle posizioni così radicali? No, non mi fa piacere- ha proseguito il sindaco- Così come non mi fa piacere entrare in questo palazzo ed avere la fila degli amministratori, sindaci e altri, rispetto a oltre 350 milioni di euro che abbiamo bloccati nei cassetti e che non riusciamo a spendere?”.

La posizione del sindaco non cambia: “Mi auguro che i dirigenti abbiamo applicato per bene la mia decisione irreversibile. La mia decisione non sarà revocata fino a quando non ci sarà un provvedimento. Oltre il cinquanta per cento dei dipendenti di questo palazzo non ha che fare e io continuo a pagare stipendi. La politica faccia i suoi passi. Serve un norma derogatoria dello Stato per far chiudere i bilanci in disequibilibrio, serve una deroga al Tuel”.

Il sindaco in attesa di ciò, e decorsi i 15 giorni di ferie dei dipendenti, è quindi pronto ad avviare anche le procedure di licenziamento collettivo. Andiamo avanti con questa presa di posizione fino a quando non ci sarà un provvedimento che metterà in sicurezza, almeno per il triennio 2019-2021, il sistema delle ex Province siciliane. In ogni caso se, nei prossimi quindici giorni, non si arriverà alla conclusione della questione io, come fanno tutti i datori di lavoro, avvierò le procedure di licenziamento collettivo e consegnerò la mia fascia azzurra di Sindaco della Città Metropolitana di Messina al Prefetto. Così che venga qualcuno a gestire un Ente che, allo stato attuale, non fa altro che causare danno erariale perché oltre il 50% del personale non è nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro a seguito del blocco che stiamo subendo”.

“Per quanto riguarda la parte finanziaria-ha aggiunto il sindaco– non posso accettare di perdere oltre 330 milioni di euro per infrastrutture, scuole, messa in sicurezza del territorio a causa di un disavanzo tecnico di appena 12 milioni di euro causato dal prelievo forzoso per finanziare il debito pubblico, togliendo risorse, quindi, alla Città Metropolitana di Messina che, rispetto a tutte le altre Città Metropolitane della Sicilia, rischia di perdere questi 330 milioni di investimenti perché il patto che è stato sottoscritto pone in capo all’Ente la regia dei progetti del Masterplan, a differenza delle altre Città Metropolitane della Sicilia dove la regia è dei due Comuni capoluogo”.

Ma proprio davanti ai cancelli, mentre De Luca stava andando via, si è avvicinato il corteo dei dipendenti in protesta, che per qualche secondo hanno bloccato l’auto del sindaco, impedendogli di ripartire. De Luca è stato aspramente contestato dai lavoratori, sono volate parole grosse e alla fine, scortato dagli agenti, è riuscito ad andare via. Atteso per domani alle 12 il colloquio tra De Luca  e il sottosegretario alla Finanze, Alessio Villarosa, per discutere sulla soluzione da adottare con urgenza per salvaguardare le ex province siciliane.