Catania, al via il congresso regionale Società Italiana di Neurologia: focus su “Cure palliative in neurologia”

Al Policlinico ‘Vittorio Emanuele’  di Catania focus su cure palliative, riabilitative; innovazioni terapeutiche e diagnostiche. Sarà presentata una nuova tecnologia d’avanguardia per la cura del tremore parkinsoniano

Si svolgerà venerdì 15 febbraio, con inizio alle ore 8.30 (registrazione dei partecipanti) nell’Aula Magna dell’Azienda ospedaliera universitaria ‘Policlinico Vittorio Emanuele’ di Catania, il congresso regionale della Società italiana di Neurologia. I lavori saranno aperti dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, che farà il punto sulla rete ospedaliera dell’Isola.

L’edizione 2019 è dedicata alle ‘Cure palliative in neurologia’ e prevede anche l’elezione del nuovo segretario in Sicilia, dopo i due bienni, 2014-2018, che hanno visto alla guida della società scientifica il prof. Placido Bramanti, neurologo, professore ordinario presso l’Università degli Studi di Messina e direttore scientifico dell’Irccs Bonino Pulejo.

Nella giornata di lavori, articolata in due panel, mattina e pomeriggio, un focus aggiornerà sui progressi della neurologia sperimentale e sulle ultime frontiere di trattamento e cura del Parkinson e sarà presentata una nuova tecnologia d’avanguardia per la cura del tremore parkinsoniano.

Placido Bramanti

Il Congresso regionale Sin Sicilia approfondirà, inoltre, i temi riguardanti la gestione della rete tempo-dipendente nell’Isola, fondamentale per intervenire con velocità ed efficacia in patologie quali l’ictus ischemico e l’integrazione ospedaliera nella gestione territoriale delle cronicità.

Una sezione, infine, riguarderà le emicranie, sotto il profilo di prevenzione, diagnosi e cura, mentre il tema centrale delle cure palliative analizzerà le applicazioni di queste in campo oncologico, nel trattamento delle demenze, della sclerosi multipla e della sla. Spazio poi all’approfondimento sulle nuove innovazioni riabilitative, terapeutiche, tecnologiche e scientifiche.

L’IMPORTANZA DI CONOSCERE IL CERVELLO

La protezione di quest’organo inizia già dalle attività quotidiane e da buone abitudini. Secondo i dati Oms il decadimento cognitivo colpisce in Italia 1 milione di persone, 46,8 nel mondo, con rischio aumento a causa del progressivo invecchiamento della popolazione mondiale. Ictus e malattie neurodegenerative le altre cause invalidanti.

In molti casi le malattie neurologiche possono essere prevenute, correggendo, ad esempio, i fattori di rischio per le patologie cerebrovascolari o ampliando la riserva cognitiva nel fisiologico invecchiamento cerebrale”. A spiegarlo è il professore Placido Bramanti, segretario in Sicilia della Società italiana di Neurologia che, a fine mandato traccia un bilancio di questi due bienni, dal 2014 al 2018, nei quali ha ricoperto l’importante incarico. “E’ fondamentale conoscere il cervello e proteggerlo – spiega il direttore scientifico dell’Irccs Bonino Pulejo di Messina, neurologo e professore ordinario presso l’Università degli Studi di Messina – per queste ragioni, in questi quattro anni, abbiamo organizzato una serie di eventi nell’ambito della Settimana mondiale del cervello (edizioni 2015, 2016, 2017, 2018), avvicinando anche i più giovani, gli studenti delle scuole superiori di Messina, così da informarli delle cattive e scorrette abitudini che possono essere nocive: dal non utilizzo, o uso scorretto di dispositivi di sicurezza, come il casco e le cinture, in caso di incidenti; l’abuso di alcool; l’uso di sostanze stupefacenti, dalla cannabis, ai diversi tipi di droghe e all’ecstasy.  I ragazzi sono stati coinvolti sul tema ‘Il tempo è cervello’ grazie alla presentazione di video didattici curati da specialisti dell’Irccs Piemonte e hanno realizzato dei contest tematici con premiazione finale dei lavori presentati”.

Il Congresso regionale Sin 2019 – spiega il professore Bramanti – è dedicato alle cure palliative in Neurologia, nel campo oncologico, nel trattamento delle demenze, della sclerosi multipla e della sla, ma è una giornata nella quale approfondiremo, con relatori siciliani e nazionali, le nuove innovazioni riabilitative, terapeutiche, tecnologiche e scientifiche. Una sezione è dedicata alle ultime frontiere del trattamento e cura del Parkinson; un’altra alle emicranie, sotto il profilo di prevenzione, diagnosi e cura. Importante, poi – aggiunge il docente – è l’approfondimento sulla gestione delle rete tempo-dipendente in Sicilia, fondamentale nel trattamento immediato dell’ictus ischemico, e sull’integrazione ospedaliera nella gestione territoriale della cronicità. Su questi temi di strettissima attualità avremo la possibilità di confrontarci con l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, che si è mostrato da subito interessato alla nostra iniziativa e che sarà presente venerdì mattina”.

I NUMERI DELL’OMS

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità in Italia sono 1 milione le persone colpite da decadimento cognitivo, 800mila a causa di ictus, 46,8 milioni nel mondo e le cifre sono destinate ad aumentare a causa dell’invecchiamento della popolazione mondiale: nel 2050 si potrebbe arrivare a 131,5 milioni di malati. Attualmente la ricerca è focalizzata nella prevenzione della patologia.

L’ictus è la seconda causa di morte a livello mondiale e terza causa nei paesi del G8. In Italia è il primo motivo di invalidità permanente. Nell’ictus è fondamentale il tempo immediato di trattamento della stroke, oggi la nuova frontiera è la combinazione di trombolisi sistemica e trombectomia meccanica.

Quattro milioni sono gli italiani colpiti da emicrania, soprattutto le donne; 800mila i pazienti affetti da forma cronica, coloro che stanno male per due settimane al mese.

Trecentomila sono le persone malate di Parkinson, sopra i sessant’anni, il 5 per cento delle diagnosi si possono fare prima dei cinquant’anni. Questi numeri, pur rappresentando una sfida impegnativa, non devono impressionare. I progressi nella comprensione dei meccanismi alla base di molte malattie e l’arrivo di nuove terapie mirate hanno allungato le prospettive di vita dei pazienti, che ora riescono a convivere per decenni con le patologie neurologiche croniche, appunto come il Parkinson. Gli uomini sono più esposti alla malattia, l’incidenza è 1,5 – 2 volte rispetto alle donne.

La sclerosi multipla, invece, è la principale causa di disabilità neurologica tra i 20 e i 40 anni. Colpisce più le donne che gli uomini.  L’85 per cento soffre di forme recidivanti, il 15 per cento di forme progressive, che si manifestano molto tempo dopo l’esordio della malattia.

La giornata congressuale fornirà, infine, tutti gli aggiornamenti sui progressi delle neuroscienze: saranno analizzate alcune tecnologie innovative nell’ambito della diagnosi e cura delle patologie neurologiche. Spazio alla nuova Rmn 7 Tesla, apparecchiatura che, a medio e lungo termine, consente di effettuare una diagnosi precoce e più accurata delle lesioni cerebrali riconducibili a malattie neurodegenerative, tumorali, demielinizzanti, vascolari ed epilettiche nei bambini e negli adulti, diagnosi tempestive anche delle malattie cardiache, con studi dinamici sul cuore e ginecologiche. Tramite l’apparecchiatura è possibile seguire la malattia diagnosticata attraverso un follow-up più accurato del paziente. Infine la Nirs (Near infrared spectroscopy), la Spettroscopia nel vicino infrarosso, recentemente indicata negli Annals of the New York Accademy of Sciences, una tecnologia molto promettente, utilizzata nel monitoraggio finalizzato alla neuro-protezione, in grado di misurare il livello regionale di parametri come l’ossigenazione ed il flusso ematico tissutale cerebrale.

Malattia di Parkinson

In Italia colpisce circa 300mila persone, soprattutto con più di 60 anni, ma il 5 per cento dei pazienti può ricevere la diagnosi prima dei 50 anni. Sono gli uomini i più esposti alla malattia, con un’incidenza da 1,5 a 2 volte maggiore rispetto alle donne.

Negli ultimi dieci anni si è scoperto che all’origine di questa condizione giocano un ruolo fondamentale alcuni fattori, tra cui una proteina, l’alfa sinucleina (prodotta nell’intestino), la quale si accumulerebbe nel cervello dando effetti tossici e danni soprattutto nei neuroni che si trovano nell’area dei nuclei della base che controllano il movimento. Attualmente l’approccio terapeutico ottimale, nei centri di riferimento, prevede uno stretto monitoraggio dei sintomi, l’impiego mirato dei farmaci, il coinvolgimento attivo del paziente, l’esercizio fisico e una adeguata nutrizione.

La levodopa è il farmaco di riferimento per il controllo dei sintomi motori e di solito è efficace per cinque – dieci anni. Altri farmaci, tutti molto vecchi, possono essere associati alla levodopa per ottimizzare la terapia, prolungarne l’efficacia e controllarne meglio gli effetti collaterali. La ricerca farmacologica è attualmente volta allo sviluppo di anticorpi monoclonali che, nel prossimo futuro, potrebbero bloccare l’accumulo di alfa sinucleina e delle altre proteine che diventano tossiche per il cervello.

Esistono anche terapie che impiegano dispositivi medici che, attraverso la stimolazione cerebrale profonda, possono risolvere alcuni sintomi motori, in particolare il tremore.

Tra le tecnologie più innovative la MRgFUS

La macchina si chiama ‘MRgFUS Magnetic Resonance guided Focused Ultrasound’, ed è un’apparecchiatura innovativa che permette di curare in modo non invasivo i tremori del Parkinson attraverso la somministrazione di ultrasuoni focalizzati guidati da una risonanza magnetica.

Consente trattamenti terapeutici non invasivi per mezzo di due tecnologie integrate: Ultrasuoni Focalizzati ad alta intensità che producono termo ablazione nel punto focale del tessuto da curare e Risonanza Magnetica che abilita l’operatore a localizzare, centrare e monitorare la parte anatomica da curare.

Le applicazioni possibili sono multidisciplinari: per il tremore essenziale, il tremore nella del Parkinson, il dolore neuropatico centrale; in oncologia per la denervazione ossea dei tumori benigni e per l’osteoma osteoide; nel campo della salute della donna per attaccare i fibromi uterini e l’adenomiosi, la forma dell’endometriosi che infiltra la parete muscolare dell’utero.

Nel futuro, si conta di poter utilizzare ‘MRgFUS’ anche per il rilascio di farmaci nel cervello attraverso la barriera emato-encefalica e per combattere il tumore alla prostata e le metastasi ossee.

Numerosi e importanti sono i benefici per i malati: procedure non invasive, terapie eseguite senza ospedalizzazione e anestesia, rapido ricovero; nessun uso di sala operatoria e decorsi post operatori; nessun rischio di infezioni; assenza di dispositivi di cura da impiantare; procedura a singola sessione con risultati immediati; non uso di radiazioni e controllo termometrico della termo ablazione in tempo reale con Risonanza Magnetica; massima precisione e accuratezza sub-millimetrica nei tre assi spaziali per il centraggio e la terapia delle parti anatomiche da curare.

Tale apparecchiatura, è presente, attualmente, presso centri avanzati, nel Nord Italia, Nord-Est e Italia centrale (tre in tutto). In Sicilia si trova a Palermo presso Il Policlinico Universitario ‘Giaccone’ e all’Irccs Piemonte di Messina.

L’Irccs Centro Neurolesi ‘Bonino-Pulejo’ sarà in grado, dai prossimi giorni, di effettuare tale tipologia di trattamento in regime di ricovero ordinario, presso i reparti di competenza.

La possibilità offerta dal centro di Messina amplia l’offerta nell’Isola, riducendo le migrazioni per il Nord e Centro Italia dove sono presenti le altre strutture dotate, oltre quelle in Sicilia, e abbatte i costi legati ad altre procedure terapeutiche maggiormente invasive.

 


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