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Morte Sissy Trovato Mazza, il mistero si infittisce. Festini a base di droga nel carcere femminile di Venezia? Trovata l’ultima lettera della giovane reggina [DETTAGLI]

Morte di Sissy Trovato Mazza: trovato dal padre un foglio indirizzato all’ex direttore del carcere

Un nuovo documento chiama direttamente in causa l’ambiente del carcere femminile di Venezia nel ‘giallo’ che riguarda la morte di Maria Teresa ‘Sissy’ Trovato Mazza, l’agente 28enne della Polizia penitenziaria morta dopo due anni di coma per un colpo alla testa sparato dalla sua pistola, esploso nell’ascensore dell’ospedale lagunare. Rovistando nei cassetti della giovane, originaria di Taurianova (Reggio Calabria), il padre ha trovato un foglio scritto a mano in stampatello indirizzato all’ex direttore del carcere, Gabriella Straffi, in cui scrive: “la sottoscritta agente informa che negli ultimi giorni sono stata avvicinata da molte detenute che hanno raccontato fatti gravi che riguardano le mie colleghe. Essendo la cosa molto delicata, ho cercato di evitare di ascoltarle e ho riferito tutto subito all’ispettore“. Parole precise, con tanto di nome e cognome, che confermerebbero l’intenzione di Sissy di denunciare una serie di soprusi e violazioni, legati soprattutto a ‘festini’ a base di droga che si sarebbero svolti all’interno della struttura penitenziaria della Giudecca. I colleghi della donna, morta il 12 gennaio scorso e seppellita nella citta’ di origine solo due giorni fa, hanno sempre preso le distanze dalle presunte accuse dell’agente, piu’ volte riferite dai genitori agli investigatori.

Il legale di Trovato Mazza, Fabio Anselmo, conferma l’esistenza della lettera ma afferma di non sapere al momento se e’ gia’ diventata oggetto di ulteriori approfondimenti d’indagine nel fascicolo che il pm Elisabetta Spigarelli ha aperto, contro ignoti, per induzione al suicidio. Nel frattempo il gip ha deciso oggi di affidare a due periti il compito di cercare eventuali tracce di dna sulla pistola d’ordinanza ritrovata accanto all’agente e priva di impronte diverse dalle sue e di scoprire cosa contenesse il suo computer personale, completamente vuoto. La perizia dovra’ tentare di ricostruire, tra l’altro, le operazioni informatiche effettuate prima dell’1 novembre 2016, giorno in cui la donna agonizzante venne ritrovata sull’ascensore del nosocomio. Ad alcune colleghe la giovane avrebbe detto di averlo resettato lei stessa perche’ non funzionante. A riaprire il caso, nonostante la tesi piu’ volte ribadita, che Sissy si sia tolta volontariamente la vita perche’ depressa, era stato il giudice per le indagini preliminari che il 30 ottobre scorso aveva respinto la richiesta di archiviazione.