Reggio Calabria, lavori sul raccordo mandano la città in tilt: “situazione vergognosa e grottesca che i reggini stanno sopportando con enorme civiltà”

Reggio Calabria, Nuccio Azzarà della UIL fa un quadro dei lavori sul raccordo autostradale evidenziando le criticità di un cantiere che sta paralizzando la città

Il Segretario Generale della UIL di Reggio Calabria, Nuccio Azzarà, ha inviato a tutti gli organi di stampa una nota sui lavori nel raccordo autostradale cittadino dove sta accadendo “qualcosa di vergognoso e grottesco che certifica l’ennesimo cortocircuito istituzionale rappresentato plasticamente da un ulteriore fallimento di quanti avrebbero dovuto, sovrintendere e controllare “il disinvolto” modus agendi dell’ANAS. La compostezza di un’intera comunità che sopporta civilmente gli inconvenienti conseguenti all’indifferibile sostituzione dei vecchi guard-rail con nuove barriere “new jersey”, mal si coniuga all’indifferenza, insufficienza e pressapochezza di chi è preposto alla bisogna. Vista la incipiente e travolgente criticità, vale la pena sostenere che la problematica è stata colpevolmente sottovalutata e non adeguatamente affrontata, il tutto andava preventivamente ed accuratamente predisposto a partire dalle modalità d’appalto, pena la prostrazione, sine die, di una città. Il tratto stradale oggetto dell’intervento manutentivo dovrebbe giungere in direzione sud, sin dove insiste l’area di competenza ANAS (Arangea – circa 3 Km complessivi), a tale proposito ci chiediamo atterriti: quando effettivamente finirà lo scempio, atteso che per affrontare senza completare 500 metri di S.S. sono trascorsi 27 giorni? Quanto ottenuto da lorsignori, all’opposto, consiste nella paralisi della mobilità su tutto il circuito urbano, economia al collasso, scuole ed uffici in difficoltà, pregiudizio costante dei piani operativi relativi ad ordine pubblico ed urgenza emergenza sanitaria. Se aggiungiamo consumo carburante ed usura dei mezzi, si deve ritenere che qualcuno sia riuscito a propinarci un ulteriore, indesiderato esoso balzello. Peraltro, è da irresponsabili aver reso, nelle ore di punta, irraggiungibile l’accesso al Grande Ospedale Metropolitano, rabbrividendo al pensiero delle nefaste conseguenze in caso del manifestarsi di codici rosso o di max-emergenze. I cittadini, motu proprio, sono in grado di comprendere che può insistere un corretto compromesso, un virtuoso interscambio tra disagi subiti e sicurezza guadagnata solo ed allorquando, i disagi, siano commisurati ad una ragionevole e giusta durata dei lavori, ad una adeguata tempistica controllabile con parametri collaudati. In questi casi ci si domanda come è stato possibile in Russia stendere 8 mila tonnellate di asfalto su una superficie di 32 mila metri quadrati, utilizzando 300 mezzi speciali che hanno asfaltato il tratto iniziale della via Tverskaya e parte della piazza Pushkinskaya, in un’unica “passata” ed in un unico giorno? Come hanno potuto in Cina  sostituire il ponte Sanyuan Bridge, detto anche Sanyuanqiao, una delle arterie stradali principali di Pechino (si conta che sia attraversato da circa 200 mila autovetture al giorno) in 43 ore? In questo ultimo caso ha fatto notizia il ritardo di sole 12 ore rispetto al cronoprogramma previsto. Alle nostre latitudini, invece, dopo 27 giorni dall’inizio dei lavori persiste la parvenza di un cantiere che impiega soltanto qualche operaio operoso e applica due/tre normalissimi mezzi al massimo. Rispetto a questo manifesto sfasciume, al disservizio provocato alla nostra città, qualcuno goffamente ha inteso bellamente collocare la classica inadeguata toppa obliterante, consistita nel richiedere un briefing in prefettura alla fine del quale è riuscito, addirittura, a confezionare una “perla” di  comunicato che non può che definirsi “amorevolmente” di circostanza : “è stato un incontro proficuo che si è svolto in un clima sereno e caratterizzato da fattiva e reciproca collaborazione…”. Duole dover registrare come la politica invece di difendere compiutamente le ragioni di una città tradita, scada ricorrendo all’utilizzo di forme di comunicazione desuete ed incomprensibili. Forse non si comprende che quanto relativo al restyling della tangenziale si sta svolgendo sotto la severa osservazione di migliaia di reggini che quotidianamente imprecando assistono al  monotono incedere dei lavori e possono testimoniare sulla loro pelle di quanto mendaci suonino le rassicurazioni proferite riguardo alle misure adottate e la data fine lavori. La situazione è talmente grave che non ci si può esimere dal giudicare tali comportamenti deprecabili ed irresponsabili…invece di ricorrere a pirotecnici e raggiranti esercizi dialettici, sarebbe bastato chiedere scusa ad una città che anche in questa occasione si è voluta umiliare mortificandola pesantemente“.