Guardia Medica a Reggio Calabria, interi Comuni senza presidi: Pedà scrive a Scura e Mesiti

Il consigliere regionale Pedà scrive a Scura e Mesiti per il ripristino dei presidi sanitari nei comuni di Reggio Calabria

Carenza di presidi sanitari nelle aree interne, il consigliere regionale Giuseppe Pedà, scrive a Scura e Mesiti. Riattivare le postazioni di guardia medica nei Comuni di Bova e Sant’Ilario, è questo in estrema sintesi il contenuto della missiva inoltrata da Pedà, componente della III Commissione Sanità della Regione indirizzata al commissario massimo Scura ed al direttore dell’ASP di Reggio Calabria Pasquale Mesiti.

I comuni sopra citati – scrive Pedà – vivono un’inaccettabile condizione di isolamento derivante dall’ormai cronica mancanza di due presidi indispensabili rispetto alla necessità di salvaguardare vite e salute di un’utenza che purtroppo soffre la lontananza dai centri sanitari attivi. Nei giorni scorsi, nella qualità di componente della III Commissione Sanità, ho avuto modo di visitare i locali siti nel Comune di Bova, e precisamente denominati “ ex ospedaletto dei poveri” che la locale Amministrazione Comunale ha concesso in comodato gratuito ultraventennale all’ASP”.

Si tratta di locali perfettamente restaurati grazie ai fondi “PISL spopolamento”, che risultano perfettamente confacenti alle esigenze proprie dell’Azienda Sanitaria, cui sono già stati consegnati, e rispetto ai quali l’Amministrazione Comunale ha garantito il pagamento delle spese di pulizia e di ogni intervento straordinario che si rendesse necessario al fine di garantire l’ottimale utilizzazione degli stessi: manifestazione questa della più ampia disponibilità e collaborazione all’attivazione dei servizi sanitari.

“Purtroppo – prosegue la nota – nonostante le reiterate richieste formulate dall’Amministrazione Comunale e dai cittadini, attualmente risulta soppresso il servizio di Guardia Medica aggiungendo che la stessa situazione è sussistente anche nel Comune di Sant’Ilario, ente nel quale l’Amministrazione comunale da oltre dieci anni sta portando avanti una battaglia per la riapertura del presidio di Guardia Medica che è approdata innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria che, in primo grado ha dato ragione alle istanze degli enti locali. Negli ultimi giorni, il Sindaco di Sant’Ilario ha confermato la propria disponibilità a sostenere le spese correnti di gestione dei locali comunali, esistenti e disponibili alle esigenze dell’ASP, senza tuttavia ricevere alcun riscontro. In ambedue i casi, tali presidi, a fortissima rilevanza sociale, sono indispensabili in realtà territoriali che per le loro peculiarità – anche geografiche – soffrono la lontananza dai centri sanitari attivi e subiscono un isolamento significativo in termini di servizi ai cittadini. Isolamento questo che non è accettabile rispetto alla necessità di salvaguardare la vita e la salute, molto spesso infatti, la Guardia medica costituisce il primo vero step sanitario che assicura ai pazienti l’avvio di percorsi terapeutici salvavita e che comunque è un punto sinergico di collegamento qualificato con le strutture dei 118. Per questi motivi – conclude Pedà – auspico che le situazioni sino ad ora descritte vengano presa in adeguata considerazione atteso che le situazioni di rischio non attendono certo i tempi della burocrazia e che in presenza di strutture idonee non mancano le adeguate professionalità che potrebbero essere destinate all’espletamento di tali funzioni”.