Guardia medica a Bova: nuovo appello del sindaco Casile

Guardia medica a Bova: nuovo appello del sindaco Casile. Il primo cittadino scrive a Scura, Mesiti e Oliverio mettendo in luce come, a distanza di quasi due anni dall’ultima assunzione di impegno da parte degli organi presposti, ci si trovi ancora al punto di partenza, cioè privi di una postazione di continuità assistenziale

Facendo eco all’intervento di qualche giorno fa, a firma del consigliere regionale Giuseppe Pedà, in merito alla necessità di ripristinare il servizio di guardia medica nel comune di Bova, il sindaco del comune aspromontano Santo Casile scrive a Scura, Mesiti e Oliverio mettendo in luce come, a distanza di quasi due anni dall’ultima assunzione di impegno da parte degli organi presposti, ci si trovi ancora al punto di partenza, cioè privi di una postazione di continuità assistenziale (ex guardia medica) nel Comune di Bova. “A distanza di circa due anni – dice Casile – ci tocca costatare che nulla è cambiato e nulla si è mosso sul fronte guardia medica. Nel ringraziare per l’interesse dimostrato, il consigliere regionale Pedà, mi tocca ribadire ancora una volta ed oggi con maggiore veemenza ed urgenza la riapertura di una postazione di continuità assistenziale (ex guardia medica) che manca ormai dal lontano 2007, risale infatti proprio a quella data la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra l’ASL n° 11 ed il nostro per l’espletamento del Servizio Supplementare di Assistenza Sanitaria. Successivamente a qual passaggio non è stato possibile reperire medici residenti o domiciliati disponibili a garantire un servizio che dall’agosto 1995 appunto al 2007 era stato egregiamente svolto da un professionista che svolgeva regolari funzioni di disponibilità domiciliare di Guardia Medica successivamente soppressa. Da allora i nostri cittadini si trovano alle prese con enormi disagi derivanti dalla particolare che mettono a serio rischio anche gli interventi di soccorso. Rispetto a questo tipo di problematiche – continua Casile – giova ricordare come già la legge 97 del 1594 all’art. 1 reciti che la salvaguardia e la valorizzazione delle zone montane rivesta carattere di preminente Interesse Nazionale e ad essa concorrono, per quanto di rispettiva competenza, lo Stato, le Regioni, le Province Autonome e gli Enti Locali, mettendo in evidenza come le azioni per tale sviluppo devono riguardare anche Il sociale attraverso la garanzia degli adeguati servizi per la collettività. All’indomani delle rassicurazioni nel merito, poi purtroppo disattese, ci eravamo fin da subito attivati ad espletare i passaggi di nostra competenza che, ad oggi consegnano alla comunità bovese i locali dell’ex scuola media ristrutturati attraverso l’utilizzo di fondi comunitari allo scopo preciso di adibirli a polo sanitario e postazione di continuità medica assistenziale, soldi pubblici spesi nella speranza sino ad oggi vana di garantire un importante servizio alla nostra comunità per il quale, oggi più di ieri ribadiamo la richiesta rispetto ad un’assunzione di responsabilità da parte delle autorità competenti in materia”.