Vertenza Liberty Lines, Ugl Messina: “Ministero intervenga per scongiurare il licenziamento collettivo”

Vertenza Liberty Lines, L’Ugl Messina chiede l’intervento del Ministero e invita l’azienda ad adottare soluzioni alternative al licenziamento collettivo

 

La procedura di licenziamento collettivo, avviata dalla società Liberty Lines in seguito alla decisione del Governo nazionale di affidare ad altra azienda il servizio di trasporto passeggeri con navi veloci lungo la tratta Messina – Reggio Calabria, continua a calamitare l’attenzione dei vertici sindacali dell’Ugl Messina. “Ad oggi – affermano Antonino Sciotto e Giacomo Nicocia, rispettivamente Segretario generale della Utl di Messina e Segretario provinciale della Federazione Ugl Maresia il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che quello del Lavoro non hanno ancora fissato la data di convocazione delle parti”. L’intervento dei due sindacalisti arriva a margine dell’incontro odierno tra i vertici di Liberty Lines e le organizzazioni sindacali. Sul tavolo della società trapanese un ulteriore invito ad adottare soluzioni alternative ai licenziamenti annunciati. “Tenuto conto della valenza occupazionale della vertenza, è quantomeno singolare e sconsolante il fatto che a distanza di ben 40 giorni – affermano Sciotto e Nicocia – non si sia ancora lontanamente giunti ad un accordo tra le parti, soprattutto a causa dell’indisponibilità dell’interlocutore principale, cioè il Ministro dei Trasporti, a cui indubbiamente spetta il compito di individuare e indicare un percorso per giungere al buon esito della vertenza”. Contestualmente, il Segretario Nazionale Ugl Mare & Porti, Pasquale Menella, ha sollecitato un incontro con i vertici del dicastero, “cui compete l’avvio, in coerenza con le indicazioni e le funzioni dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, di opportune procedure per il bando di gestione e la convocazione, congiuntamente al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, di un tavolo deputato ad individuare le modalità di preservazione occupazionale del personale che per anni ha prestato servizio su quella linea”. Scongiurare la procedura di licenziamento già attivata è, dunque, l’obiettivo principale di tutte le componenti dell’Ugl: “La vertenza – concludono Sciotto e Nicocia – ha già generato una macelleria sociale tra il personale non stabilizzato, che rimarrà senza impiego a prescindere dall’esito della procedura di licenziamento. Il nostro auspicio è che sia quantomeno percorribile una soluzione alternativa al licenziamento e che si concretizzi la possibilità di ottenere una diversa utilizzazione di tutti o di alcuni lavoratori all’interno dell’azienda, anche attraverso forme di flessibili di gestione dell’organizzazione del lavoro”.