Trasporti, Fasci: “Italia a due velocità, il sud è l’ultima ruota del carro”

“Il sud (sia Calabria che Sicilia) sono l’ultima ruota del carro, il fanalino di coda dei trasporti Italiani”

Treno notte Roma Siracusa. Partenza prevista ore 11 00. Partenza effettiva ore 11 40.

Ora, se si trattasse di un treno proveniente da Torino o Milano allora il ritardo sarebbe stato anche comprensibile.

E invece no. Il treno è stato allestito direttamente a Roma. E allora perché? L’ipotesi più probabile è che il qualche vagone non si aprivano le porte o che non funzionava l’aria condizionata.

Già perché i treni per il sud (sia Calabria che Sicilia) sono composti dal materiale più vecchio, più sgangherato.

Per esempio il bagno non funziona. Manca il sapone. Fin dall’inizio! La precedente volta pezzi di vernice esterna erano semistaccati. Insomma il materiale rotabile che dovrebbe essere scartato, mandato al macero costituisce la norma dei vagoni per il sud.

Preciso la mia non vuole essere una pratica di facile lamentela della quale siamo atavicamente accusati noi meridionali. Tutt’altro. La mia, la nostra vuole essere una precisa e forte protesta per migliorare i trasporti per il sud che sono così da tempo e peggiorano sempre di più. L’ultima ruota del carro, il fanalino di coda dei trasporti Italiani.

Poche ore prima a Milano, da dove sono partito ho potuto verificare che ogni 20 minuti c’è un treno (sia esso Italo o Trenitalia) che parte verso Roma o Napoli. Si l’Italia si ferma li. Non va oltre.

Ma qualcuno si vorrà domandare perché ci deve essere una Italia di serie “a” ed un Italia di serie “b”? Per esempio i vari deputati e senatori calabresi e Siciliani sanno della situazione esistente nei trasporti meridionali? 

E se lo sanno perché non presentano una interrogazione parlamentare, perché non fanno Massa critica, perché non so mettono alla testa di una protesta volta a migliorare il servizio? E i presidenti Delle due regioni? Cosa fanno?

Eppure sono i rappresentanti istituzionali più alti ed autorevoli e dovrebbero essere i portatori degli interessi dei cittadini dei territori che li hanno eletto come loro rappresentanti.

Purtroppo ci pare che, invece, vi sia un silenzio assoluto. Ecco perché costantemente ad ogni occasione alziamo la voce, protestiamo chiedendo una soluzione di questo problema dei trasporti che è una delle tante facce della mai risolta e sempre più grave “Questione Meridionale“- è quanto scrive in una nota Lorenzo Fasci, del Movimento per la rinascita del PCI e l’Unità dei Comunisti.