Reggio Calabria: il progetto “Obiettivo Occupazione” ancora in stallo

La presidente Caccamo: “Bando finanziato dal Ministero, che problemi ci possono essere su un bando  che non pesa sulle casse del Comune Reggio Calabria?”

“Si è tenuta nei giorni scorsi un’assemblea per fare il punto sulla situazione relativa al progetto “Obiettivo Occupazione” che sembrerebbe vivere una preoccupante posizione di stallo. Nello specifico sarebbero tra 12 e 24 le mensilità inspiegabilmente non erogate ai legittimi beneficiari, nonostante la regolarità delle posizioni, e a tutt’oggi non si conosce la motivazione del mancato scorrimento della graduatoria (che darebbe nuove opportunità di lavoro a tanti reggini che, magari, oggi pensano di lasciare la nostra città in cerca di fortune lavorative).

Quanto detto avviene nel silenzio assordante del Governo cittadino. Apprendiamo dagli organi di stampa che, in commissione consiliare a seguito di espressa richiesta da parte dell’opposizione, sarebbero state fornite dai responsabili del progetto delle informazioni vaghe ed allo stesso tempo discordanti sul presente ed il futuro del bando comunale.

Stante i notori problemi dell’Ente, e le connesse risposte che sia la politica che la burocrazia comunale dà alla città, ci chiediamo: che problemi ci possono essere su un bando 2006 che non pesa sulle casse municipali in quanto interamente finanziato dal Ministero dell’Infrastrutture per il tramite dei fondi dedicati al c.d. Decreto Reggio? Chiediamo al Sindaco Falcomatà ed ai funzionari responsabili del procedimento: sono state effettuate al Ministero competente le richieste utili per i pagamenti e per lo scorrimento della graduatoria? Per avere delle risposte dobbiamo avviare una formale richiesta di accesso agli atti?

In attesa di ricevere le dovute risposte da chi di competenza vogliamo ricordare che il progetto Obiettivo Occupazione, nato nel 2006 con il fine di creare nuovi posti di lavoro rivolti a soggetti appartenenti alle fasce più deboli e svantaggiate, in questi anni ha dato la concreta possibilità a circa 300 uomini e donne di lavorare nella propria città. Non vorremmo che, in virtù di una campagna elettorale che già si respira in città, a pagare debbano essere padri e madri di famiglia che, quale unico interesse, hanno quello di poter lavorare nella propria città senza doversi separare dalle loro famiglie“- è quanto rende noto il Presidente dell’Associazione “Obiettivo Occupazione”, Cinzia Caccamo.