Baracche, no allo stato di emergenza per Messina. De Luca non ci sta: “Pronti ad azioni eclatanti”

De Luca: “Cosa c’è di diverso tra le baracche di Messina e le case costruite con cemento di amianto di Biancavilla (25 mila abitanti?”

Non ci sta il sindaco di Messina ad accettare il no della protezione civile alla proclamazione dello stato di emergenza per la città dello Stretto. Un no che Cateno De Luca non digerisce e rispetto al quale ha già annunciato azioni eclatanti. Il primo cittadino, come ormai consueto, lo ha fatto direttamente sulle sua pagina fb, sollevando anche polemiche sulla concessione di ingenti risorse, per motivi tra l’altro simili, al Comune di Biancavilla. Ma nei post pubblicati dal sindaco c’è anche un chiaro riferimento agli onorevoli regionali Zafarana e Antonio De Luca, che a detta di De Luca non avrebbero contribuito in alcun modo alla causa cittadina, ma anzi avrebbero remato contro il sindaco.
Secondo quanto disposto nella direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 ottobre 2012, che disciplina gli interventi di Protezione Civile:“Lo stato di emergenza viene pertanto dichiarato quando una determinata situazione richieda l’adozione di misure che trascendono le capacità operative e finanziarie degli enti competenti in via ordinaria, anche avuto riguardo alla cronicità del problema portato all’attenzione governativa e alla persistenza di criticità che non siano state risolte nell’immediatezza e la cui straordinarietà si è andata apprezzando in una fase successiva”.

Anche giurisprudenza consolidata conferma tale assunto– commenta quindi il sindaco De Luca- a titolo di esempio si cita decisione n. 2795/2005 consiglio di Stato sez. IV che parla di “situazione endemica” come il caso delle baracche di Messina. Verificheremo se queste norme sono state modificate e poi agiremo di conseguenza“.

E sul riconoscimento dello stato di emergenza per Biancavilla, il sindaco, che nel frattempo ha chiesto un incontro all’assessore regionale alle infrastrutture on. Marco Falcone per definire il trasferimento delle risorse e degli immobili all’agenzia ARISME,  con un chiaro riferimento ai deputati regionali cinquestelle Zafarana e Antonio De Luca, ha obiettato:

Cosa c’è di diverso tra le baracche di Messina e le case costruite con cemento di amianto di Biancavilla (25 mila abitanti? Perché- prosegue De Luca- lo Stato a Biancavillla nel 2003 ha speso oltre 300 milioni di euro e a Messina neanche 50 milioni? La prossima settimana avremo anche noi la copia del provvedimento del dipartimento nazionale di protezione civile che ha interrotto il procedimento di riconoscimento della dichiarazione dello stato di emergenza. Non riteniamo legittima questa posizione e stiamo approfondendo la questione sotto il profilo delle norme che disciplinano gli interventi di protezione civile. Nei prossimi giorni comunicheremo le iniziative anche eclatanti che intendiamo intraprende”.