Trasporti sullo Stretto, Uil Messina: “Dramma dei lavoratori Liberty Lines non passi in secondo piano”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Uil Messina: “trovare con Liberty Lines e con le istituzioni Nazionali e Regionali adeguate soluzioni e sbocchi occupazionali per i 72 lavoratori”

“Il dramma occupazionale dei 72 lavoratori licenziati dalla Liberty Lines non può passare in secondo piano rispetto ad una definitiva soluzione che garantisca la piena mobilità nello Stretto di Messina“- è quanto dichiara la Uil Messina, che prosegue: “Le recentissime decisioni assunte dal ministero dei Trasporti devono inevitabilmente rappresentare anche l’opzione per salvaguardare il futuro occupazionale dei 72 lavoratori.

Come noto, il servizio di traghettamento veloce della tratta Messina – Reggio Calabria e viceversa è stato affidato alla società di navigazione Bluferries, azienda del gruppo RFI. Pertanto, questa vicenda dimostra come il vettore pubblico rappresenti la soluzione per uscire dalla cronica precarietà che caratterizza la mobilità nello stretto.

E’, inoltre, necessario evidenziare che a partire dal 1 gennaio 2019 sarà operativa Blujet, la nuova società di navigazione di RFI, che si occuperà esclusivamente del traffico passeggeri sullo stretto di Messina.

Si tratta di scelte ed opzioni che, a nostro avviso, devono “approdare” nel pieno riconoscimento  della continuità territoriale”.

Già lo scorso 11 luglio la Uil e la Uiltrasporti di Messina, con il segretario generale Ivan Tripodi ed il segretario di categoria Michele Barresi, avevano lanciato a tutte le istituzioni l’invito a ricercare soluzioni idonee alle esigenze di mobilità degli oltre 10 mila pendolari dell’area dello stretto.

“C’è voluta l’ennesima emergenza con la cessazione lo scorso 30 settembre della concessione di Liberty Lines sulla tratta Messina – Reggio Calabria a dimostrare la bontà delle proposte lanciate dal nostro sindacato. Da lunedì 1 ottobre la mobilità sullo stretto è interamente garantita da RFI tramite la controllata Bluferries; oggi, però, resta l’urgenza  e il dramma occupazionale: occorre trovare con Liberty Lines e con le istituzioni Nazionali e Regionali adeguate soluzioni e sbocchi occupazionali per i 72 lavoratori che attendono risposte certe sul loro futuro.

Il passaggio successivo, con il Ministero è quello che la UIL Messina aveva già tracciato da tempo e che è diventato legge dello Stato nel 2017. Pertanto, adesso, occorre reperire risorse certe e necessarie finalizzate ad incrementare l’offerta ed a calmierare le tariffe per i cittadini dello stretto“.