Terremoto, è un Sabato di paura in Calabria e Sicilia: nuove scosse sull’Etna mentre continua lo sciame sismico di Palmi [DATI LIVE]

Terremoto, il Sud continua a “ballare”: scosse sull’Etna mentre continua lo sciame sismico di Palmi, Calabria e Sicilia in apprensione

Il Sud Italia continua a “ballare” per le scosse di terremoto che si verificano con frequenza molto ravvicinata in varie zone di Calabria e Sicilia: la scorsa notte una scossa di magnitudo 4.6 ha colpito l’Etna vicino Catania alle 02:34 provocando crolli, danni e feriti. Ma non è stata una scossa isolata, complessivamente sono state 8 le scosse di terremoto nella zona di Adrano, Biancavilla e Santa Maria di Licodia, dove gli esperti dell’INGV sono al lavoro per capire la natura del terremoto e l’eventuale correlazione con l’attività vulcanica dell’Etna.

Intanto sempre stanotte, alle 03:03 e alle 03:12, altre due scosse di magnitudo 1.8 e 1.3 hanno colpito il basso Tirreno, al largo di Palmi (Reggio Calabria), sulla Costa Viola, dove da circa un mese è in atto uno sciame sismico che fino al momento ha avuto culmine nell’evento del 28 settembre, quando alle 07:24 del mattino s’è verificata una scossa di magnitudo 4.0.

La terra continua a tremare tra Calabria meridionale e Sicilia orientale, nella zona a più alto rischio sismico d’Italia: è qui, infatti, che in base agli studi scientifici e alle conoscenze storiche acquisite, ci si aspetta i terremoti più forti possibili in Italia, anche di magnitudo superiore a 7. Scosse devastanti di cui non si può prevedere la tempistica ma su cui non c’è alcun dubbio: prima o poi si verificheranno in ogni caso. Eppure in altri Paesi del mondo si affrontano con relativa serenità anche terremoti ben più violenti (magnitudo 8-9), che fortunatamente in Italia non si possono verificare: basterebbe adottare le adeguate misure di prevenzione (costruzioni antisismiche, sistemi di allertamento ed evacuazione efficienti e rapidi) per vivere in modo tranquillo e spensierato la problematica del rischio sismico. Invece calabresi e siciliani restano in apprensione perchè hanno la consapevolezza che ancora, nel 2018, di terremoto si può morire così come si muore di maltempo.