Servizi sociali ed assistenza, Cisl Messina: “Aprite tavoli di confronto per adeguare il sistema ai nuovi bisogni della popolazione”

La Cisl Messina e la Federazione dei pensionati Cisl scrivono ai comuni capofila dei distretti socio-sanitari: “Indispensabile aprire tavoli di confronto per ridisegnare i servizi adeguandoli ai nuovi e reali bisogni della popolazione”

Una richiesta formale per l’apertura di tavoli di confronto sul sistema socio assistenziale. A chiederlo sono stati la Cisl di Messina e la Federazione dei pensionati della Cisl scrivendo a tutti i sindaci dei Comuni capofila dei Distretti socio sanitari della provincia di Messina.

Tonino Genovese, segretario generale della Cisl Messina e Bruno Zecchetto, segretario generale della Fnp Cisl Messina, hanno evidenziato le storture del sistema socio assistenziale che, basandosi sugli standard strutturali ed organizzativi della legge 22/86, non ha mai recepito la legge 328/2000 per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. “Si è sempre navigato a vista – scrivono – con atti amministrativi disomogenei, spesso contraddittori e certamente non in sintonia con i bisogni reali dei cittadini, soprattutto quelli in condizioni disagiate”.

Cisl e Fnp chiedono da tempo e con forza l’unificazione di vari fondi di finanziamento, “per evitare sprechi e inutili, dispendiose e vergognose duplicazioni degli interventi”.

Ma – continuano Genovese e Zecchetto – abbiamo soprattutto chiesto di compiere una seria ed aggiornata analisi dei bisogni, perché non si possono programmare, finanziare e poi pagare interventi, senza sapere se servono e sono rispondenti al bisogno manifesto. C’è il fondato sospetto che la reiterazione in formato fotocopia dei soliti, obsoleti progetti, possa servire a finanziare un sistema che poco ha a che fare con le necessità delle persone in difficoltà”.

L’allarme del sindacato è per il rischio di perdita parziale dei fondi PAC a causa di quelli che vengono definiti “colpevoli ritardi nella progettazione e nella presentazione dei progetti“.

Denunciamo il problema dell’Assistenza domiciliare integrata, i cui costi a carico dei cittadini sono divenuti insopportabili – scrivono i sindacalisti – ma soprattutto, la mancata integrazione tra l’intervento sanitario e quello assistenziale che causa disagi insopportabili, spesso con duplicazione di costi“.

Per la Cisl è necessario affrontare problemi scottanti come la vergogna delle liste di attesa per ottenere una prestazione sanitaria, la questione dei tickets, gli intasamenti assurdi nei Pronto Soccorso degli ospedali, la vergogna dei carenti, o inesistenti servizi sul territorio, che dovevano compensare positivamente il processo di deospedalizzazione.

“Il confronto e la condivisione sono necessari e dovuti nell’esclusivo interesse della collettività ma sino ad oggi abbiamo riscontrato solo qualche disponibilità e tanti dinieghi da parte di amministratori che, evidentemente, sono troppo impegnati e non hanno ritenuto utile un confronto con noi su aspetti di fondamentale importanza soprattutto per le fasce deboli della popolazione”.

Per la Cisl, consapevole del ruolo sociale e come soggetto rappresentativo di una larga fetta di cittadini e di lavoratori impegnati nel settore socio sanitario del territorio, si conclude la lettera “è indispensabile assicurare a tutti i cittadini uguaglianza nei diritti, livelli essenziali di assistenza in modo omogeneo, promuovere partecipazione e solidarietà organizzata, potenziare i servizi alla persona, diversificare e personalizzare gli interventi per un governo del sistema più vicino alle persone e naturalmente assicurare un lavoro dignitoso a quanti operano nel settore”.