Reggio Calabria, esposto dell’Uil Fpl sulla “corresponsione dell’indennità a dirigenti non aventi diritto”

Reggio Calabria, Uil Fpl all’attacco: esposto sulla corresponsione dell’indennità a dirigenti non aventi diritto”

Il sottoscritto Nicola Simone Segretario della Unione Italiana del Lavoro-Federazione Poteri Locali, meglio identificata come UIL FPL, espone alla alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria “alcuni fatti relativi alla condotta posta in essere dai vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria e di alcuni uffici, in relazione alla illecita-illegale corresponsione di ingenti emolumenti a Dirigenti non aventi diritto. Propedeuticamente alla trasmissione del presente esposto tale illiceità era stata oggetto di numerosi interventi rientranti in una normale dialettica sindacale, alla quale, more solito, non è stato dato riscontro e seguito.
I fatti :
– Premesso che per i Dirigenti del Servizio Sanitario Regionale che ricoprano incarichi di direzione di strutture complesse e di dipartimento è prevista la corresponsione di una indennità aggiuntiva allo stipendio mensile, connessa a tale adempimento pari all’incirca ad euro 800 per la struttura complessa e di circa euro 1.500 per la direzione di un dipartimento;
– atteso che la retribuzione di detta indennità è indissolubilmente connessa: a) all’effettivo e formale svolgimento dell’incarico di direzione; b) alla esistenza della Unità Operativa Complessa in quanto formalmente ricompresa dagli atti organizzativi dell’Azienda e dell’Atto Aziendale.
– Visto che da tempo, è stata corrisposta detta indennità in modo illegittimo-illegale a numerosi (non si conosce il numero) Dirigenti, la UIL ha doverosamente provveduto a trasmettere ai vertici dell’Azienda pro tempore ed agli uffici preposti note tendenti a evidenziare tale condotta illecita, richiedendo di assumere gli adempimenti correttivi e conseguenziali dandone puntuale riscontro.
– Alcune di queste irregolarità si sono manifestate dal 03.03.2017 data in cui è stato formalmente ratificato l’atto aziendale con delibera n. 133/17, altre ancor prima come nel caso dell’ex Pronto Soccorso di Scilla che da tempo immemore è stato declassato a Punto di Primo Intervento ed al cui interno opera un sanitario che percepirebbe non è chiaro a quale titolo la indennità di Direttore di Struttura Complessa (evenienza più volte denunciata).
– La esponente Organizzazione ha provveduto, inoltre, ad investire per diretta responsabilità, il Soggetto Attuatore attuale Direttore Generale (dal 03.09.2018) ing. Massimo Scura e per opportuna conoscenza la Commissione d’Accesso da poco insediatasi per il tramite della locale Prefettura.
– La UIL, nonostante quanto su rappresentato, pur se l’applicazione delle regole rientri in una fattispecie che risulta essere di una semplicità estrema dal punto di vista amministrativo-contabile, non ha avuto alcun riscontro sostanziale da parte dei soggetti avente ruolo e titolo nella erogazione della indennità di che trattasi.
– Solo in data 18.09.2018 ( a distanza di più di un anno dalla prima segnalazione ) è pervenuta la nota prot. 8755, avente per oggetto: “Richiesta notizie – Corresponsione indennità – UIL FPL a firma del Direttore S.O.C. Gestione Sviluppo Risorse Umane e Formazione avvocato Giovanni Tringali con la quale lo stesso avvocato ha testualmente attestato e certificato la veridicità delle argomentazioni rappresentate da questa Segreteria in ordine alla illecita-illegale erogazione di detta indennità. Infatti la massima espressione nella gestione del personale nella nota de quo testualmente riscontra: “…in merito alla cessazione delle indennità di struttura complessa non più previste dall’Atto aziendale, come da disposizione della Direzione generale n.58 2017, si informa codesta segreteria provinciale che lo scrivente Ufficio GSRU, per quanto di competenza, ha già provveduto con apposita nota formale a fornire alla direzione generale, per la dovuta informazione e determinazione in merito, l’elenco delle strutture complesse soppresse dal nuovo atto aziendale, completo dei nominativi dei dirigenti a cui revocare il relativo trattamento economico.”

A sommesso parere di questa O.S., a seguito della trasmissione della nota 8755 prodotta dal massimo organo in materia di gestione giuridico – economica del personale della stessa ASP viene attestata e certificata una condotta illecita ancora in itinere che, comunque, si è cristallizzata temporalmente.
Non risulta a questa Organizzazione che la nota 8755 firmata dall’avvocato Tringali nella qualità, sia stata smentita, rettificata o revocata esplicitando, quindi, tutti i suoi effetti giuridici. Successivamente alla nota dell’avvocato Tringali, “sembrerebbe” che nulla sia intervenuto a porre fine a detta scabrosa situazione, anzi, con la erogazione dello stipendio di settembre sia stata reiterata puntualmente la corresponsione ai non aventi diritto dell’indennità correlata a strutture complesse e dipartimentali inesistenti e con essa la illegale condotta di quanti aventi responsabilità (Uffici compresi). Di fronte a tale pervicace supponenza e possibile evenienza, la UIL in data 27.09.2018 ha denunciato pubblicamente quanto sopra assunto trasmettendo una apposita nota stampa ripresa doviziosamente dai mass media i quali non hanno lesinato di rilanciare plasticamente il concetto: ASP uguale bancomat. La UIL esprime le proprie preoccupazioni, oltre che per quanto attinente le fattispecie penali riferite alla indebita corresponsione economica, anche per lo svolgimento illecito di funzioni, attribuzioni, collegate a soggetti privi di titolarità e la conseguente invalidazione di atti e delibere eventualmente sottoscritte. A tutt’oggi questa sigla non avendo ricevuto alcuna risposta, avendo ragione di ritenere che da parte dei soggetti in questione possa essere stata posta in essere condotta perseguibile sotto il profilo penale-contabile (danno erariale) chiede alla S.S.I. di voler verificare quanto esposto e se lo dovesse ritenere opportuno di procedere conseguentemente”.