Reggio Calabria, il Coolap: “senza stipendio da mesi, operatori e pazienti psichiatrici abbandonati da tutti”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Coolap: “è una situazione difficile per le cooperative di Reggio Calabria, condizionate da una mala gestio dell’Asp”

“Centottanta pazienti ‘fantasmi’, duecento operatori con un lavoro ma senza uno stipendio. Difficile da credere, ma è la situazione in cui versano le cooperative di Reggio Calabria, condizionate da una mala gestio dell’Asp di Reggio Calabria. Uno scenario insostenibile, che ha spinto il Coolap (Coordinamento lavoratori psichiatrici) a far sentire per l’ennesima volta la propria voce. La drammatica realtà che questo settore si trova a vivere deriva dal mancato accreditamento delle strutture, un iter avviato nel 2015 ma mai concluso, per via del mancato riscontro avuto dalla Regione e da chi avrebbe dovuto seguire con maggiore attenzione questo particolare percorso. Richieste su richieste, senza nessun controllo da parte dei funzionari incaricati ad accertare la presenza di degenti nelle strutture. Con il passare dei giorni, la situazione si è via via complicata, spingendo ad intervenire anche la magistratura per chiarire eventuali responsabilità. Il risultato? La decisione del dipartimento di Salute Mentale dell’Asp di abbandonare i degenti, omettendo la certificazione della loro presenza nelle varie strutture”, lo afferma in una nota il Coolap. “Un paradosso bello e buono -prosegue la nota- dal momento che la componente sanitaria pubblica opera a stretto contatto con i pazienti, venendo regolarmente retribuiti al contrario di quegli operatori che da mesi non vedono il becco di un quattrino. Come è possibile che i medici del Dsm non riescano ad accertare la presenza dei pazienti, se ogni giorno li incontrano e lavorano per loro nelle strutture della città? Una risposta ci sarebbe e sarebbe ovvia, ma dovrebbero essere le istituzioni a darla secondo quanto fa sapere il Coolap: “I dipendenti sono da considerare parte lesa in questa situazione, così come i degenti e le loro famiglie. Svolgiamo compiti delicati – fanno sapere gli operatori – la serenità è fondamentale per lavorare bene ma come facciamo a lavorare con tranquillità? Chi viene contestato continua a percepire lo stipendio, noi invece non lo riceviamo da mesi e non sappiamo come andare avanti. Nonostante siamo chiamati a far fronte a questa situazione, ai pazienti non è mai mancato nulla e questo ci teniamo a dirlo con forza. Così però non possiamo andare avanti, ci servono risposte immediate”. Un appello accorato a cui seguirà lunedì 8 ottobre alle ore 9.30 un sit-in di protesta davanti alla direzione dell’Asp, un altro tentativo per far valere i propri diritti e chiedere a gran voce ciò a cui ogni lavoratore ha diritto: uno stipendio, la tranquillità e una dignità che non andrebbe mai calpestata così meschinamente”, conclude la nota.