Reggio Calabria, Nicolò: “necessario l’aggiornamento del Repertorio regionale delle qualificazioni e delle competenze”

Reggio Calabria, l’on. Nicolò ha depositato un’interrogazione relativa all’aggiornamento del Repertorio regionale delle qualificazioni e delle competenze

Quali sono le cause ostative all’aggiornamento del Repertorio regionale delle qualificazioni e delle competenze?”. È quanto chiede di sapere il consigliere regionale Alessandro Nicolò in un’interrogazione con richiesta di risposta scritta al Presidente della Giunta. “La richiesta – sottolinea – muove dalla constatazione di una obiettiva carenza in relazione ad una serie di nuovi profili professionali non contemplati nel Registro (istituito il 13 giugno del 2016 con deliberazione di Giunta regionale n. 215) che costituisce strumento importante in termini di spendibilità e di riconoscimento a livello nazionale ed europeo delle qualifiche rilasciate dalla Regione Calabria a conclusione di percorsi formativi che valorizzano competenze e creano le condizioni per nuove e migliori opportunità lavorative”.

In tal senso – evidenzia il consigliere regionale – si pongono le diverse istanze presentate alla Regione dal settore ‘Formazione professionale’ della Città Metropolitana di Reggio Calabria per l’aggiornamento del Repertorio regionale delle qualificazioni e delle competenze. L’ultima richiesta depositata, recante data 19/06/2018, è comprensiva delle integrazioni e chiarimenti richiesti dalla Regione Calabria in data 14 giugno c. a.”. “Si chiede al più presto di sbloccare questa situazione di impasse procedendo all’adozione degli atti conseguenziali richiesti, considerato che a tutt’oggi non è dato riscontrare l’aggiornamento del Repertorio de quo, circostanza che risulta ostativa all’autorizzazione di percorsi formativi afferenti a profili non contemplati nel documento. La Regione Calabria – conclude l’esponente politico di Fratelli d’Italia – deve attivarsi rispetto a questo strumento che può rappresentare una chance per la promozione dell’istruzione e della formazione professionale in una logica di valorizzazione del capitale umano, nonché per favorire percorsi di occupabilità in una delle regioni italiane più disagiate e con un elevato tasso di disoccupazione e di precariato”.