Reggio Calabria, Martorano: “permane l’emergenza dializzati sul territorio”

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Reggio Calabria, Martorano: “Noi non ci stiamo e per questo chiediamo a tutte le forze politiche comunali, provinciali e regionali di dare un segnale forte a tutti i dializzati”

“Permane l’emergenza dializzati a Reggio e provincia, sulla quale è sceso un silenzio imbarazzante. E’ passato un anno da quando il consigliere metropolitano con delega alla Sanità dott. Filippo Bova, tra i primi, ha posto il problema dei dializzati reggini costretti ad espatriare fuori regione, con una spesa di 2.5 milioni di euro: un anno in cui i riflettori si sono accesi e si sono spenti, con un susseguirsi di proposte risultate alla fine impraticabili, di promesse disattese, di impegni presi e mai mantenuti. L’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria, dopo l’ultimo Tavolo convocato dal Prefetto Di Bari, si era attivata per garantire un terzo turno ospedaliero: in questo caso il “buon senso” sembra aver prevalso e l’idea sarebbe stata accantonata. Intanto i nostri malati continuano i loro “viaggi della speranza” condividendo i disagi coi loro familiari nell’attraversare giornalmente lo Stretto. Da Sindacato “attento” ai bisogni dei cittadini, abbiamo voluto approfondire la questione legata alla proposta della SS Medici per la creazione, in soli 3 mesi, di una struttura privata capace di ben 19 posti rene. Questa struttura siamo andati a visitarla, dopo aver preso visione del progetto, per renderci conto degli spazi e della fattibilità: ebbene, allo stato attuale, il progetto proposto risulta credibile e realizzabile nei tempi previsti. Per altro i costi cederebbero interamente a carico del privato e si creerebbero anche le condizioni per l’assunzione di personale, cosa sempre gradita in una terra affamata di lavoro”. Lo scrive in una nota stampa Giuseppe Martorano (Segretario Generale), Sergio Enrico Maria Marino (Resp. Comunicazione) e Nicola Fotia (Resp. Sanità Privata).

“A questo punto non riusciamo davvero a comprendere quali interessi “blocchino” la richiesta di autorizzazione, trasmessa agli Enti competenti e a tutt’oggi rimasta senza risposta. Per la nostra Federazione prima di tutto viene la salute e la tranquillità di pazienti cronici costretti a subire un vero e proprio calvario. A ben vedere nelle Regioni virtuose (con gli standard sanitari più alti) il 60% di questo tipo di prestazioni è affidato alla sanità privata, con un risparmio di costi non indifferente: nel privato una seduta di dialisi costa 200€ che salgono a 600€ nelle strutture pubbliche (dati Censis); il libero mercato e la concorrenza in questo caso sembrano davvero favorire la qualità del servizio e il risparmio. Eppure nella nostra Regione, ultima in tutte le stime sui LEA e con una spesa sanitaria “impazzita”, si continua a combattere coi mulini a vento. Noi non ci stiamo e per questo chiediamo a tutte le forze politiche comunali, provinciali e regionali di dare un segnale forte a questa terra martoriata: si sblocchi la situazione autorizzativa e si dia modo alla libera imprenditoria di realizzare un progetto che risolverebbe velocemente l’emergenza in atto rispondendo così compiutamente alle esigenze dei nostri sfortunati concittadini” conclude.