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Reggio Calabria, la Preside Princi adesso sbotta: “al Vinci abbiamo ospitato parlamentari grillini e di tutti i partiti, basita da ideologie ossessive”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Reggio Calabria, la Preside del Liceo Vinci Giuseppina Princi chiarisce che non si candiderà a Sindaco e stigmatizza le strumentalizzazioni politiche sulla pelle del prestigioso istituto reggino

Dopo le polemiche che nelle ultime ore hanno caratterizzato il dibattito cittadino a seguito dell’incontro in cui il Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci ha presentato le nuove divise con la presenza dell’on. Mara Carfagna, la dirigente dell’istituto Giuseppina Princi ha inviato una nota in cui intende fare chiarezza e stigmatizzare le “strumentalizzazioni politiche per meri fini elettorali”. La Princi, innanzitutto, ha voluto precisare “ove ancora ce ne fosse bisogno, che nel mio futuro non vi è alcun interesse alla candidatura a sindaco di Reggio Calabria e che mai una tale proposta mi è stata fatta, e le relative voci sono del tutto infondate. Il mio impegno assoluto e la mia dedizione totale verso i ragazzi ed il mondo scolastico che li circonda, rappresentano il mio futuro, in cui la didattica di qualità, e non di quantità come si vorrebbe supporre, sono un traguardo da conseguire con estrema determinazione. Fatta questa ulteriore premessa, gradirei ricordare che il liceo scientifico che ho l’onore di dirigere e che si avvale della professionalità di eccellenti docenti e qualificate figure amministrative, non organizza “kermesse” e non è certo uno strumento politico nelle mani di nessuno, bensì rappresenta uno dei più efficienti e qualificati istituti scolastici d’Italia. Incomprensibile come questo non sia un merito e che piuttosto l’offerta formativa che in altri paesi europei è sinonimo di una pluralità competitiva ed altamente professionale, da noi qualcuno la intenda come scontistica commerciale. L’eccellenza della nostra scuola, ha permesso l’avvio di percorsi didattico-formativi come quello “Cittadinanza e Costituzione”, nato da un protocollo d’intesa con la Procura e con il Tribunale di Reggio Calabria e che ha visto coinvolti un pool di magistrati per le previste docenze. Chi d’altronde paragona gli studenti a dei piccoli “Balilla” o la scuola ad una “caserma”, dimostra di non conoscere la finalità  dell’evento e degli obiettivi perseguiti, visto che gli eleganti abiti, sono costumi di sola rappresentanza frutto della creatività e dell’ingegno dei nostri studenti e del loro docente referente e sono espressione di uno studio del periodo del Rinascimento e dei dipinti del Leonardo di cui il liceo porta il nome, in occasione del prossimo cinquecentenario della sua morte”.

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Resto basita, inoltre, come l’ideologia ossessiva conduca alcuni a dimenticare che l’appartenenza politica delle cariche istituzionali non preclude il loro impegno sul territorio ma, anzi, deve manifestarsi senza alcuna distinzione di sorta proprio nell’interesse di tutto il  Paese. Una logica sempre perseguita e che ha visto ospiti graditissimi di questo istituto personaggi rappresentanti delle istituzioni appartenenti ad ogni forza politica democratica del Paese, come il Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, il Presidente della Giunta Regionale Mario Oliviero, il Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto (presente anche ieri insieme ad esponenti della giunta cittadina), il parlamentare Nicola Morra, il Senatore Mario Pittoni, Consiglieri e Assessori Regionali espressione di tutte le aree politiche, l’attuale sindaco Giuseppe Falcomatà, il sen. Nico D’Ascola, il già sindaco Demetrio Arena ed altri ancora. Autorità invitate con il garbo che compete e la stima dovuta, che hanno saputo offrire sempre il proprio prezioso contributo in termini di esperienza, competenza e professionalità, e senza mai sentirsi “ospiti” di alcuna segreteria politica. Il liceo scientifico “L. da Vinci” non deve essere utilizzato da nessuno come terreno di scontro per ambizioni politiche personali, e tanto meno può essere messa in discussione la finalità altamente educativa che viene impartita con puntuale professionalità nei confronti dei ragazzi che lo frequentano. Approfitto anche per rassicurare che l’Aula Magna della scuola, per finalità propria, funge per incontri, dibattitti e quant’altro occorra all’istituto per discutere e promuoversi, e quello definito incautamente un “via vai” continuo di convegni e conferenze, non ha mai precluso il concludersi dei programmi scolastici svolti con assiduità all’interno delle moderne e confortevoli aule. Il liceo “Da Vinci” ha ospitato negli anni decine di eventi, portando relatori istituzionali di altissimo profilo e livello, e senza mai tenere conto delle loro appartenenze politiche, culturali o religiose. Confondere pubblicamente la presenza sul territorio di esponenti nazionali che rappresentano le istituzioni fondamentali della nostra democrazia con meri tornaconti propagandistici personali, è decisamente inopportuno, una sorta di delegittimazione culturale delle basi fondamentali della nostra società. Comprendo che l’avvicinarsi delle elezioni provochi in molti, politici ed addetti ai lavori, scomposte ed ingiustificate reazioni, ma non è  tollerabile la mistificazione delle molteplici attività intraprese da una scuola che viene assunta come modello di riferimento in tutta Italia, e che di sicuro gode di una meritata e legittima “sovraesposizione” mediatica. L’infelice quanto inopportuna scelta di voler accostare il buon nome dell’istituto “L. da Vinci” a delle vicende propagandistiche da campagna elettorale, deve essere un monito per riflettere su quanto sottile sia il confine che divide l’eloquio dallo sproloquio e che sarebbe opportuno, invece, lasciare la scuola fuori da qualsiasi tipo di strumentalizzazione” conclude la Preside Princi.