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Reggio Calabria, al Liceo Da Vinci solo sfilate grilline e libri anti ka$ta: così Mara Carfagna ha smascherato gli squadristi della città

Reggio Calabria, le polemiche sulla visita di Mara Carfagna al Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci e gli squadristi della città

Ci voleva Mara Carfagna per smascherare gli squadristi di Reggio Calabria: si tratta di quei soggetti che rappresentano e alimentano atteggiamenti antidemocratici e di rabbia sociale aizzando le folle a polemiche pretestuose e utili soltanto ai loro interessi politici, capeggiati ovviamente dal Movimento 5 Stelle che anzichè pensare ad evitare di portare l’Italia al collasso con scelte di Governo suicide, ha focalizzato le proprie attenzioni sul Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” che martedì ha ospitato la Vice Presidente della Camera ad un evento sulla legalità.

Sono proprio gli stessi grillini che soffiano sul vento del populismo, delle bufale sulle scie chimiche, sui vaccini, sui microchip e chi più ne ha più ne metta, a volere una società pervasa dall’ignoranza: è evidente che se c’è una scuola in cui da anni vige la meritocrazia volta a formare la futura classe dirigente con contenuti di alto livello e qualità, questa non può che essere il principale bersaglio di un movimento politico che fa dell’ignoranza la sua unica ragione di consenso.

Riuscite a immaginarlo un Paese in cui tutti hanno sin dalle scuole la formazione tale per capire che le scie chimiche non esistono, che i vaccini salvano la gente, che nella lingua italiana il congiuntivo viene utilizzato nelle frasi dipendenti o subordinate? In quel Paese il M5S non avrebbe neanche potuto raccogliere le firme per presentare le liste! Ecco perchè la deputata grillina Federica Dieni da due giorni straparla contro il Liceo Da Vinci di Reggio Calabria, promettendo addirittura un’interrogazione parlamentare (!!! Ma davvero in Parlamento non hanno nulla di meglio da fare?) per “fare piena luce” (e daje con l’ennesimo complotto!) sulla partecipazione di Mara Carfagna ad un evento della scuola.

Poco importa che il Liceo Da Vinci sia da anni una delle (poche e sempre più rare) eccellenze della città, tale da raccogliere prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali: a Reggio Calabria, ormai, non vige la logica dell’esaltazione del buono e del bello ma al contrario stiamo distruggendo tutto ciò che di buono c’era, ed è evidentemente questa l’intenzione dei nostri attuali governanti. In una città sempre più isolata dal resto del Paese e del mondo, sempre più povera, degradata, sporca, insicuraabbandonata e sofferente, abbiamo una deputata grillina eletta nel partito di maggioranza del Governo che anzichè impegnarsi per dare a Reggio Calabria nuove chance di sviluppo, nuove strade, nuovi ponti, nuove infrastrutture, nuovi voli all’Aeroporto, nuove navi di turisti al Porto, nuove risorse per la pulizia, per la sicurezza, il decoro, le imprese e i giovani disoccupati, pensa bene di presentare un’interrogazione parlamentare per “fare piena luce” sulla presenza di Mara Carfagna al Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci!!!

Che poi, mamma mia, questa Mara Carfagna al Vinci è quanto di più diseducativo ci possa essere! S’è persino permessa di visitare il Museo con i Bronzi di Riace… vi rendete conto? Adesso sarebbe opportuno metterli per qualche giorno in quarantena affinchè si ripuliscano di tale aberrante vicinanza. Avesse invitato la Dieni, il Liceo Vinci avrebbe fatto tutt’altra figura: volete mettere? Lei sì che meritava questa vetrina: una laurea, un master e la professione politica in parlamento. Un Curriculum di tutto rispetto, non certo paragonabile a quello di Mara Carfagna che mentre studiava al liceo si diplomava anche come ballerina nella prestigiosa scuola del Teatro San Carlo di Napoli e praticava lo studio del pianoforte in conservatorio, poi si trasferiva a New York per studiare recitazione per tornare in patria, ottenere una laurea con lode in Giurisprudenza e intraprendere l’attività politica lasciando subito il segno nella Storia della Repubblica. La Carfagna, infatti, da giovanissima, nel 2008 ha ideato, promosso e introdotto nel codice penale italiano il reato di stalking attivando poi una campagna di comunicazione contro la violenza sulle donne; poi nel 2009 ha realizzato la prima campagna contro l’omofobia mai intrapresa da un Governo italiano. Raccogliendo consensi bipartisan per il suo impegno a favore delle donne, dei diversi e dei più deboli, Mara Carfagna è stata eletta vice Presidente della Camera dei Deputati e proprio sotto questa veste Istituzionale ha partecipato all’evento del Liceo Vinci, un incontro sulla legalità.

Eppure in città s’è scatenata la polemica: il Liceo “politicizzato“, addirittura “segreteria di partito” secondo la vulgata grillina. Che però al Vinci le sue sfilate le ha fatte eccome. Era il 18 marzo 2014 quando il deputato grillino Nicola Morra partecipava come relatore alla presentazione del libro di Gian Antonio StellaSe Muore il Sud” nell’aula magna dello stesso Liceo diretto magistralmente dalla dott.ssa Giuseppina Princi. Che nel 2016 ha voluto il Sindaco Falcomatà per fargli presentare il suo libro “Un bicchiere di sole”, con l’intento di trasmettere ai propri studenti l’importante messaggio che l’impegno nella “cosa pubblica” non significhi “escludere sensibilità e profondità artistica e come anzi le due cose si possano intrecciare in un’unica visione d’assieme“. E ancora, il 10 giugno scorso è stato il senatore Mario Pittoni, Responsabile Federale Istruzione della Lega di Salvini, a visitare l’Istituto per per la chiusura dell’anno scolastico 2017/2018. E non c’è mai stato nessun problema. Al Vinci possono andarci tutti: grillini, piddini, uomini di Salvini. Praticamente comunisti, fascisti, ci verrebbe quasi da dire “cani e porci” (senza che qualcuno si offenda). Ma Mara Carfagna no. Non sia mai. Lei è brava, è bella, ha fatto tante cose importanti nella sua attività politica mentre “noi grillini non sappiamo neanche come minchia facciamo ad essere arrivati qua senza neanche conoscere l’alfabeto e le tabelline, e allora non vuoi che ci salga l’invidia e andiamo di interpellanza parlamentarèèèèè?“.
Ma guardi, Onorevole, che parlamentare si scrive senza accento, si chiama Parlamento non Parlamentò“.
E vabbè dai sono dettagli, ma poi tu sei solo un infame giornalaio servo della ka$ta quindi è meglio che ti stai zitto“.

Quello che resta di questo dialogo immaginario con un qualsiasi rappresentante di quella setta di disagiati è il messaggio della politica del 2018, quella che Di Maio ama chiamare la “Terza Repubblica”: la stagione della distruzione. La stagione che a Reggio si è ahinoi esaltata nel modo più prolifico negli ultimi anni in cui abbiamo perso tutto ciò che avevamo di buono: dalle attività imprenditoriali ai collegamenti stradali, aerei, ferroviari e portuali; dalle infrastrutture sportive alle relative squadre che rappresentavano con orgoglio e dignità la città nelle principali manifestazioni; dagli stabilimenti balneari alle isole pedonali; dagli eventi culturali all’impegno sociale per gli anziani, i giovani disoccupati, i diversamente abili, i più bisognosi. Abbiamo subìto tutto questo senza battere ciglio e oggi ci risvegliamo con la scuola migliore della Provincia (secondo l’autorevole Eduscopio) sotto attacco da quegli stessi reggini che dovrebbero andarne orgogliosi, sostenerla e alimentarne l’attività di formazione didattica e sociale.

Sono i soliti squadristi che Mara Carfagna ha smascherato in vista dell’ormai imminente campagna elettorale, in cui possiamo prepararci a vederne di tutti i colori.