Reggio Calabria, Comitato Spontaneo dei genitori di Careri: “soddisfatti per il tavolo tecnico in Prefettura”

Reggio Calabria, Comitato Spontaneo dei genitori di Careri: “in seguito alla decisione assunta che dovrebbe vedere riaperta la scuola ridurremo il livello di protesta”

Il Comitato Spontaneo dei genitori dei 35 bambini di Careri, in seguito alla convocazione del Tavolo Tecnico  in Prefettura del 02.10.2018 cui hanno partecipato tutte le autorità interessate, esprime piena soddisfazione circa il risultato conseguito. In seguito alla decisione assunta che dovrebbe vedere riaperta in tempi brevissimi la scuola di Careri, e ripristinato il diritto all’istruzione almeno per 20 dei 35 bambini, il Comitato dei genitori ha deciso di ridurre il livello della protesta, mantenendo comunque un presidio che resterà tale fino al suono della campanella. Il Comitato esprime “profondo rammarico per la chiusura dell’asilo di Careri e della frazione di Natile Vecchio esprimendo al contempo viva fiducia nell’amministrazione comunale che si è offerta di fare tutto quanto in suo potere per risolvere la situazione con soluzioni rapide e alternative“. Il comitato da parte sua dice “grazie a tutti quelli che si sono fattivamente impegnati e spesi per la soluzione della vertenza a partire dall’amministrazione comunale con in testa il sindaco, e tutti, che fino all’ultimo momento uniti ai genitori dei bambini hanno amplificato il coro di protesta, alla Prefettura di Reggio Calabria, sempre attenta ai problemi del territorio, a tutte le autorità politiche (Regione, Provincia), a tutte le autorità scolastiche (Regionali, provinciali e locali) e le autorità ecclesiastiche, a tutti gli intellettuali e politici che sono venuti a Careri per unirsi a noi. Ora non rimane che una cosa far suonare la Campanella per i nostri bambini di Careri e speriamo che questa piccola manifestazione di dissenso verso un diritto negato possa servire come annunciato a rivedere la politica regionale del dimensionamento scolastico restituendo dignità a tutti i piccoli comuni montani a rischio spopolamento”.