Reggio Calabria, MNS: “la scelta del MIT sulla nuova Autorità portuale dello Stretto di Messina è corretta”

MNS: “lo sviluppo del territorio metropolitano di Reggio Calabria e Messina non può prescindere da un sistema di trasporti che assicuri una risposta efficiente ed adeguata agli standard nazionali ed europei rispetto il trend crescente della domanda di mobilità”

“Lo sviluppo del territorio metropolitano di Reggio Calabria e Messina non può prescindere da un sistema di trasporti che assicuri una risposta efficiente ed adeguata agli standard nazionali ed europei rispetto il trend crescente della domanda di mobilità. Il Ministro Toninelli ha ragione: l’area dello Stretto di Messina deve essere indipendente e gestita attraverso un’Autorità portuale (di sistema) metropolitano”, è quanto scrive in una nota il Movimento Nazionale per la Sovranità. “Gli indirizzi programmatici ci sono tutti -prosegue la nota-. La Regione Siciliana, con la LR 8/2014, promuove la stipula di accordi con lo Stato, la Regione Calabria e la Città Metropolitana di Reggio Calabria. La Regione Calabria, con LR 12/2015, ha costituito la “Conferenza permanente interregionale per il Coordinamento delle politiche nell’Area dello Stretto”. Lo sviluppo del territorio metropolitano quindi non può prescindere da un’Autorità portuale unica, di sistema, che assicuri una risposta efficiente ed adeguata agli standard nazionali ed europei rispetto il trend crescente della domanda di mobilità. Perché, è giusto ricordare, come lo stato attuale dell’offerta dei servizi è assolutamente insufficiente a soddisfare la domanda e le esigenze dei pendolari. Emerge in particolare:

  • un periodo di esercizio fortemente limitato da un orario di “fine corsa” troppo anticipato rispetto alle esigenze del territorio (dopo le 21.00 non è possibile attraversare lo Stretto di Messina con mezzi veloci);
  • le frequenze sono piuttosto ridotte sulle tratte “Messina – Reggio Calabria” e “Villa San Giovanni – Messina);
  • la regolarità dei servizi è scarsa a causa, principalmente, del numero limitato di mezzi e della vetustà del materiale marittimo;
  • le stazioni marittime necessitano di un restyling in quanto insicure e scarsamente efficienti, seppur la Stazione di Reggio Calabria – Porto sia stata interessata da appositi interventi;
  • i servizi marittimi non sono coordinati con i Trasporti Pubblici Locali automobilistici e ferroviari (laddove esistenti).

Traguardando l’analisi alla mobilità delle persone, l’ISTAT (2015) evidenzia una “domanda” nell’Area dello Stretto di poco inferiore a 5.000 spostamenti giornalieri per i motivi casa-lavoro e casa-scuola, tralasciando il flusso continuo veicolare che si registra per gli altri motivi (occasionale e commerciale). Gli spostamenti complessivi, che coinvolgono le due città metropolitane, evidenziano una predominanza del pendolarismo da Reggio verso Messina (circa 3.800 spostamenti/gg), mentre risultano più contenuti (inferiori di due terzi) gli spostamenti relativi alla relazione Messina – Reggio (poco più di 1.000 spostamenti/gg). Ovvero, in poche parole, occorre un significativo incremento di “offerta” (di servizio) per soddisfare la “domanda” di mobilità nell’area metropolitana dello Stretto. La nuova Autorità portuale dello Stretto di Messina ha tutte le carte in regola per avviare una pianificazione coordinata della politica dei trasporti nell’area integrata tra le due città metropolitane, a garanzia della corretta funzionalità della mobilità, motore di sviluppo fondamentale dell’economia locale. In tale contesto ha fatto bene il MIT a “fare quadrato” e definire uno strumento di governance ottimale atto a garantire una visione unitaria del sistema trasportistico locale. L’accessibilità al sistema dell’area metropolitana dello Stretto sconta ancora l’arresto in termini di investimenti (infrastrutturali e di servizio); l’organizzazione dei servizi di trasporto marittimo passeggeri sono ancora in capo al MIT. Sono alcuni esempi di criticità (domande) a cui la nuova Autorità portuale potrà fornire le dovute soluzioni (risposte), definendo azioni a breve termine, atte a favorire l’integrazione tra le diverse modalità di trasporto presenti nell’area (gomma, ferro, mare)”, conclude la nota.