Parco Aspromonte: il Consiglio Direttivo in prima linea per i lavoratori a tempo determinato

Il Vice Presidente del Parco dell’Aspromonte: “Chiederemo con forza e decisione di mettere in campo ogni attività che vada nella direzione di garantire la prosecuzione del rapporto di lavoro”

 

Il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, nel corso della sua ultima seduta, ha ribadito la “ferma volontà politica” per la ricerca di soluzioni straordinarie che possano garantire la continuità lavorativa per i 21 dipendenti (ex lsu/lpu) contrattualizzati a tempo determinato.

Le vigenti normative in materia, in considerazione della peculiare natura dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, Ente Pubblico non economico soggetto alla vigilanza del Ministero dell’Ambiente, non permettono in alcun modo di proseguire il rapporto lavorativo dopo il 31 dicembre prossimo.

Proprio per il carattere straordinario della situazione, il Consiglio Direttivo guidato dal Vice Presidente Domenico Creazzo, intende sollecitare gli Enti ed i Soggetti interessati (Ministero dell’Ambiente e del Territorio del Mare, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Funzione Pubblica, Regione Calabria) ad individuare le strade perseguibili, anche in deroga alla normativa vigente, affinché venga assicurato un futuro occupazionale ai lavoratori.

Siamo a fianco dei dipendenti  che oggi vivono una situazione di profonda incertezza ed insieme a loro chiederemo con forza e decisione di mettere in campo ogni attività che vada nella direzione di garantire la prosecuzione del rapporto di lavoro. – Dichiara il Vice Presidente Domenico Creazzo – La nostra volontà politica è chiara ed incontrovertibile, ma purtroppo ad oggi si scontra con una normativa che non ci consente di soddisfare le legittime aspirazioni dei lavoratori che da anni sono parte integrante del nostro Ente. Il Consiglio Direttivo si impegnerà con gli altri Enti del territorio per realizzare una massa critica costruttiva in grado di portare all’attenzione delle istituzioni dello Stato un problema sociale oltre che occupazionale”.