Messina: Papardo in codice rosso? Pressing di Fp Cgil sui vertici dell’Azienda

Papardo in “codice rosso”? Per la FP CGIL  Messina “troppa reticenza da part del Commissario dell’azienda nel fornire i dati richiesti”

Nell’era del digitale, dove un click ti apre al mondo, al Papardo di Messina, evidentemente, i conti continuano ad essere fatti  con carta e penna. Speriamo che sia solo questo il motivo per cui il Commissario tarda ancora a fornirci risposte su quanto chiesto, e non invece perché si stia trovando in seria difficoltà nel controbattere alle nostre osservazioni, dal momento che stranamente, proprio in questi giorni, sta rivedendo i budgets con i direttori delle unità operative“. E’ questo il sarcastico commento del segretario generale della Funzione pubblica Cgil Francesco Fucile, del responsabile provinciale dei medici, Guglielmo Catalioto, del coordinatore provinciale della sanità, Antonio Trino,  rispetto alla reticenza, mostrata dal Commissario del Papardo, nell’invio dei dati relativi agli accessi dell’Unità operativa di cardiochirurgia, da sempre elogiato come il motore trainante dell’azienda.

Considerando che la prognosi resta ancora riservata – continuano i rappresentanti sindacali – aumenta il sospetto che le nostre sensazioni siano molto vicine alla realtà. A supporto di ciò non possiamo non evidenziare la strategia adottata dall’azienda, di inviare dati non corrispondenti a quanto specificatamente richiesto”.

Il timore dei rappresentanti sindacali è che se le cifre dovessero essere quelle “immaginate, il Papardo sarebbe spacciato e il Commissario dovrebbe quindi spiegarci perché fino ad oggi ha reso alla stampa dichiarazioni e numeri non corrispondenti al vero. Infine, in tale ipotesi, il dirigente dovrebbe spiegarci cosa abbia fatto, dal giorno del suo insediamento, per risollevare l’azienda”.

I 30 giorni previsti per legge per esaudire la richiesta avanzata dalla FP CGIL stanno per scadere, Fucile, Catalioto e Trino si augurano “di non dover intraprendere altre vie per conoscere la verità, che a quel punto sarebbe chiara e drammatica”.