Messina, nuovo Palazzo di Giustizia: Gioveni e Rizzo sollecitano il sindaco De Luca

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Messina, i consiglieri Gioveni e Rizzo interrogano il sindaco: “Chiarire se il finanziamento è ancora disponibile”

“Occorre affrontare con serietà e competenza l’annosa questione del Palazzo di Giustizia a Messina.  Un nuovo sito ove amministrare la giustizia non è solo un’indifferibile esigenza degli addetti ai lavori (magistrati, avvocati, personale amministrativo) ma delle centinaia di cittadini che quotidianamente usufruiscono del servizio giustizia, che oggi è reso in condizioni di disagio e pericolo. Il fallimento delle precedenti amministrazioni, inoltre, sta mettendo a rischio il finanziamento a suo tempo stanziato, ed il Comune continua peraltro a sostenere il pagamento di onerosi canoni di locazione di immobili privati, a volte anche parzialmente inagibili”. E’ quanto dichiara il consigliere comunale Rizzo, che insieme al consigliere Gioveni chiede al sindaco di  intervenire, e in fretta, “anche con il contributo di quei soggetti istituzionali (ad esempio l’Ordine degli Avvocati) che ben conoscono natura e portata del problema. Una città davvero moderna necessita di un Palazzo di Giustizia moderno, adeguato e sicuro“.

“Oltre un anno fa- si legge nell’interrogazione a firme dei due consiglieri- la precedente amministrazione aveva sottoscritto un protocollo di intesa con il Demanio dello Stato e i Ministeri della Giustizia e della Difesa per realizzare il secondo Palazzo di Giustizia nell’area dell’ex Ospedale Militare di viale Europa, attraverso n° 2 mutui per complessivi 17 milioni di euro stanziati dalla Cassa Depositi e Prestiti, i termini fissati nel citato protocollo sono abbondantemente scaduti. In innumerevoli occasioni, il personale amministrativo e l’Ordine degli Avvocati di Messina hanno denunciato le precarie condizioni dell’attuale Palazzo di Giustizia che, al di là del pregio architettonico, pone a rischio l’incolumità e la salute delle persone che quotidianamente prestano la propria attività lavorativa, Palazzo Piacentini è ogni giorno frequentato da diverse centinaia di cittadini con le relative problematiche connesse. Da interlocuzioni avute negli anni con il Ministero della Giustizia il finanziamento, a causa dell’inoperosità delle amministrazioni comunale succedutesi nel tempo, è a rischio e potrebbe essere dirottato per la realizzazione di edifici giudiziari in altre città; il Comune di Messina, a causa dell’inadeguatezza dell’attuale Palazzo di Giustizia, è costretto a corrispondere i canoni di locazione per immobili ove viene espletata attività giudiziaria, di ufficio e di archivio; che, in particolare, i locali attualmente destinati all’Ufficio del Giudice di Pace, oltre a rappresentare un passivo per il bilancio comunale, sembrerebbero essere inagibili almeno parzialmente, con il conseguente rischio per l’incolumità delle diverse centinaia di persone che quotidianamente vi accedono”. Per tali ragioni Gioveni e Rizzo chiedono al sindaco:

 

  • se ancora sia disponibile il finanziamento a suo tempo previsto ed il suo ammontare;
  • se l’Amministrazione voglia effettivamente intervenire al fine di risolvere l’annoso problema della realizzazione del nuovo Palazzo di Giustizia;
  • in caso affermativo, conoscere se intenda procedere alla costruzione di un cosiddetto Palagiustizia satellite ovvero alla realizzazione di una vera e propria cittadella giudiziaria. Nella prima ipotesi, occorrerà individuare un sito nelle adiacenze dell’attuale Palazzo di Giustizia, al fine di non ostacolare l’attività lavorativa di avvocati, personale amministrativo e forze di polizia che dovrebbero organizzare il proprio lavoro in due diversi palazzi, nonché un’agevole fruibilità da parte dei cittadini, avuto anche riguardo alla circolazione stradale. Nella seconda ipotesi, andrebbe individuata un’area sufficientemente ampia da poter contenere tutti gli uffici che espletano attività giudiziaria ed amministrativa strettamente connessa.
  • Per l’approfondimento della questione di cui trattasi, occorre il coinvolgimento dei rappresentanti istituzionali della Magistratura, dell’Ordine degli Avvocati, dei sindacati del personale amministrativo e di tutti gli operatori del settore, affinché possano fornire un contributo utile alla individuazione ed alla risoluzione delle problematiche che affliggono gli addetti ai lavori ed i fruitori del servizio giustizia.

E al presidente del consiglio comunale Cardile “l’opportunità di convocare una seduta aperta del Consiglio alla presenza dei soggetti sopra indicati, avente all’ordine del giorno la questione in oggetto”.