Maltempo in Calabria, Legambiente: “la Regione piange ancora una volta i suoi figli per la devastazione del territorio”

Francesco Mazzitello/LaPresse

Legambiente Calabria: “ancora una tragedia per il maltempo, occorre gestire il territorio. Promuovere la difesa del suolo e la gestione delle risorse idriche”

Questa volta assistiamo anche ad una tragedia a causa del maltempo: una mamma e un bambino morti, un altro bambino disperso (al momento dell’invio del comunicato) a Lamezia. Ma com’è possibile? Sempre la stessa storia: piove e tutto il territorio regionale va in crisi. Quando Comuni e Regione porranno in sicurezza il territorio, quando avremo strade che non si bloccano e non si riempiono di fango e detriti alle prime piogge? Quando l’ANAS metterà in sicurezza le strade? Il territorio regionale è devastato da troppo cemento, da troppi abusi edilizi, da troppi fiumi e torrenti violentati, aggrediti, incanalati, tombati. Quando la politica gestirà il territorio? Quando la politica metterà in campo interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico? Quali cambiamenti dovremo aspettare, quanti annunci dovremo sentire di un cambiamento che ancora è di là da venire? La Calabria piange ancora una volta i suoi figli per la devastazione del territorio. Eppure la situazione del dissesto idrogeologico è nota a tutti. Anche nell’ultimo dossier ISPRA la Calabria è tra le nove regioni con il 100% di comuni a rischio idrogeologico“. E’ quanto dichiara in una nota stampa Legambiente Calabria.

“Il 91% dei comuni italiani ed oltre 3 milioni di nuclei familiari vivono in territori classificati ad alta pericolosità. Il suolo in Italia continua ad essere sotto assedio. I dati di ISPRA consolidano la fotografia di un Paese che vede il 7,7% del proprio territorio sepolto da cemento e asfalto, valore tra i più alti in Europa. Il consumo di suolo rimane un problema irrisolto del nostro paese e della nostra Regione. Di fronte all’emergenza, poi, ci si interroga sulle responsabilità postume. Ma occorre agire prima, fare prevenzione. E si deve fare prevenzione con un piano regionale costante e intervenendo radicalmente sull’abusivismo. Siamo consapevoli delle difficoltà dei Comuni e dei singoli sindaci nell’affrontare l’emergenza e a loro e a tutti i Comuni colpiti in queste ore va la nostra solidarietà. Ciononostante bisogna promuovere con urgenza una riforma della governance della difesa del suolo e della gestione delle risorse idriche, attuare rigorose politiche di prevenzione, puntando su rinaturalizzazione e riqualificazione per restituire spazi ai corsi d’acqua e incrementare la permeabilità dei suoli, come da tempo chiede Legambiente” conclude.