Editoria, Veltroni sull’attacco di Di Maio ai giornalisti: “politici infastiditi dall’autonomia dell’informazione”

Fabio Sasso/LaPresse

Walter Veltroni commenta a Circo Massimo, su Radio Capital, l’attacco del vicepremier Di Maio a Repubblica e al Gruppo Espresso

Ho visto che si sostiene che dove ci sono i media non c’è democrazia, quando è vero esattamente il contrario“. Walter Veltroni commenta a Circo Massimo, su Radio Capital, l’attacco del vicepremier Di Maio a Repubblica e al Gruppo Espresso: “Il potere politico è infastidito dall’autonomia dell’informazione ed è la ragione per la quale l’autonomia dell’informazione è necessaria in una società democratica. Ci sono stati anche uomini di governo di sinistra che hanno mostrato fastidio nei confronti delle opinioni di alcuni giornalisti. Di Maio ha detto di non avere il potere di negare il diritto di critica… e ci mancherebbe. Spesso quando si arriva la potere si perdono i contorni e gli equilibri necessari per esercitarlo“. Nell’oggi, Veltroni nota la coincidenza di alcuni elementi con periodi bui del passato: “Recessione mondiale che produce disuguaglianza, crisi delle istituzioni democratiche, affermarsi di posizioni di destra, parole che erano fino a ieri impronunciabili diventano sdoganate, pronunciabili e legittimate… ci sono episodi che raccontano di questo fenomeno di intolleranza, che è uno degli elementi di un allineamento di satelliti analogo a quello degli anni 30, e che portò all’idea in una società insicura di trovare l’uomo forte che dà sicurezza. Ovviamente è un’illusione, quel bisogno di sicurezza finì con la guerra e con Auschwitz – che, se ci pensate, nasce da una fake news: che gli ebrei fossero un pericolo per quelli che ebrei non erano”. Secondo l’ex segretario del PD uno dei problemi e’ la mancata ossigenazione della democrazia “con forme di partecipazione dal basso che fossero le piu’ coinvolgenti. Tanto non mi piace la democrazia dei click quanto vorrei che ci fosse una forma di partecipazione popolare piu’ diffusa. Se la democrazia viene sequestrata dai gruppi dirigenti di partiti sempre meno legittimati, perche’ figli spesso di ambizioni personali piuttosto che di radici storiche, poi alla fine la democrazia si corrode. Sono elementi che devono farci pensare che in questo momento l’opinione pubblica e’ sedotta dalla semplificazione”. Nel governo gialloverde, pero’, Veltroni non vede un pericolo per la democrazia: “Non sono persone che vogliono instaurare uno stato autoritario. Ma e’ chiaro che vogliono destabilizzare l’Europa”. Perche’ alla fine, ragiona, “sta per andare in discussione l’Europa, la piu’ grande conquista del dopoguerra, e avviene tutto come se fosse la notizia di una partita di calcio”. Prodi parla di un fronte da Macron a Tsipras per contrastare l’antieuropeismo: “Se si parla dell’esigenza di raccogliere tutte le energie europeiste che ci sono”, dice Veltroni, “ovviamente sono d’accordo”